I PIU'CERCATI
Amato:scoprire chi finanzia moschee
"Terrorismo incombe anche sull'Italia"
"La minaccia del terrorismo incombe ancora sull'Italia e sul mondo". Così ha detto il ministro dell'Interno Amato per spiegare le misure che il suo dicastero intende adottare per proteggere il Paese. La più eclatante riguarda il controllo dei finanziatori delle moschee italiane. Molti soldi provengono dall'estero e Amato vuole applicare il metodo già utilizzato in Francia: una fondazione che gestisca le risorse.
Il ministro promette una svolta: basta con le risorse straniere investite nell'Islam di casa nostra. E' questa una delle priorità del Viminale: "Voglio sapere chi finanzia le moschee e con quali soldi - ha detto Amato - è inaccettabile che le moschee vengano realizzate e mantenute con soldi provenineti da governi di altri paesi". Per ovviare al problema, il ministro dell'Interno sta pensando ad "una fondazione, che già esiste in Francia, che abbia una componente nazionale e in cui far affluire, da qualunque parte del mondo, le risorse destinate al finanziamento di opere religiose e civili.
Le moschee presenti in Italia sono ufficialmente 258, ma le stime ufficiose avvisano che potrebbero essere il doppio e in crescita esponenziale. Spesso reallizzate in scantinati o abitazioni private, i luoghi di culto musulmani sono al centro dell'attenzione degli organi di sicurezza perché sospettati di essere luogo strategico di incontro di terroristi radicali. "Solidarietà e accoglienza sempre", afferma il ministro, ma ritiene "sconsiderato" non vedere i canali dell'immigrazione clandestina come potenziali ponti per traffici illeciti, di droga e prostituzione. La denuncia di Amato lancia un nuovo impulso all'operato delle forze dell'ordine e potrebbe divenire per esse una sorta di direttiva per verificare da dove provengano effettivamente i finanziamenti alle moschee.

Scuole arabe
Ulteriore problema sollevato da Amato, circa l'Islam in Italia, riguarda "le scuole che si stanno diffondendo nel Paese". Il ministro dell'Interno ritiene opportuno che "venga esercitato un controllo dello Stato sul personale impegnato in queste scuole, naturalmente nel rispetto dei limiti imposti dalla Costituzione". Proposte decise e severe, quelle di Amato , che però tiene a sottolineare il bilancio positivo della cooperazione internazionale, in primis con la Libia, per far fronte agli ingressi irregolari: "Quando sono arrivato al ministero a giugno, gli sbarchi registravano un saldo positivo di 3mila unità - commenta - Al 31 dicembre il saldo è negativo di mille unità". Tuttavia non dimentica i rischi di questa presenza: "Mi rendo conto di quali sconquassi possa determinare nella società".
Prostituzione
Il secondo fronte su cui il Viminale si impegna ad agire è la tratta delle prostitute. "Se c'è un'offerta è perché c'è una domanda, che è largamente nazionale", afferma Amato che propone interventi severi sui clienti delle lucciole minorenni. "Don Benzi mi ha spiegato che le ragazze non possono denunciare i propri aguzzini perchè metterebbero a rischio la vita dei famigliari in patria", prosegue il ministro, deciso a porre rimedio e possibilmente fine a quella che è diventata una vera e propria tratta. "Basterebbe bloccare la domanda", ma è più facile a dirsi che a farsi, "però qualcosa dobbiamo fare" prosegue il ministro. Allora ecco la proposta di una pena severissima: "Perchè non punire i clienti? Si potrebbe contestare loro il reato di stupro su una minorenne", conclude Amato.
