I PIU'CERCATI
Pacs, Cei replica a Napolitano
"Rispettate i nostri ideali"
Dopo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si era detto ottimista sulla possibilità di avviare un dialogo con la Chiesa sulle unioni civili, anche la Cei interviene sul dibattito politico legato ai Pacs. "Ha parlato di sintesi, e una sintesi si fa nel rispetto delle identità, altrimenti diventa un compromesso o una medazione - ha detto mons Betori - Una legge sulle coppie di fatto? E' superflua"
I vescovi italiani riaffermano che alla famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso "non possono essere equiparate in alcun modo altre forme di di convivenza, ne' queste possono ricevere in quanto tali riconoscimento legale". Rifiutano l'accusa di "ingerenza" e esprimono "preoccupazione" per lo "sfondo culturale" del dibattito sulle coppie di fatto, in cui in particolare, circa il riconoscimento legale delle unioni omosessuali, c'e' la perdita di rilevanza della "mascolinita' e femminilita' della persona umana".
Come sintetizza il comunicato conclusivo del Consiglio permanente della Cei, illustrato ai giornalisti dal segretario mons. Giuseppe Betori, la Chiesa anche sul tema delle coppie di fatto rifiuta l'accusa di "indebita ingerenza nella attivita' legislativa" e rimarcano che "la Chiesa non puo' rimanere indifferente e silenziosa ma ha il dovere di proclamare la verita' sull'uomo e il suo destino". Ai "responsabili della cosa pubblica" inoltre i vescovi chiedono un "maggior sostegno alla famiglia legittima fondata sul matrimonio, in accordo con il dettato costituzionale, attraverso la rimozione degli ostacoli di ordine pratico, giuridico e fiscale che allontanano i giovani dal matrimonio e dalla generazione dei figli".
La "protezione dei diritti" delle "convivenze eterosessuali", spiegano i vescovi nel comunicato sul Consiglio permanente illustrato ai giornalisti da mons. Giuseppe Betori, "puo' essere assicurata dall'attuale giurisprudenza" e "per ulteriori aspetti" esiste anzitutto "la strada del diritto comune, assai ampia e adattabile alle diverse situazioni, e a eventuali lacune o difficolta' si potrebbe porre rimedio attraverso modifiche del codice civile, rimanendo comunque nell'ambito dei diritti e dei doveri della persona".
Non serve dunque "un modello legislativamente precostituito" dove a diritti non corrisponderebbero doveri: sarebbe la strada "per rendere piu' difficile la formazione di famiglie autentiche, con "gravissimo danno" alle persone, ai figli e alla societa' italiana. La Cei esprime inoltre "alta preoccupazione pastorale" per lo "sfondo culturale" di questo dibattito: "Molti giovani di oggi avvertono una grande difficolta' nel compiere scelte definitive e, soprattutto, sperimentano una crescente perdita di orientamento e una radicale insicurezza circa il futuro, a cui si aggiunge, in riferimento al riconoscimento legale delle unioni unioni omosessuali, la perdita di 'ogni rilevanza alla mascolinita' e alla femminilita' della persona umana".
