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I PIU'CERCATI

27/3/2007

Missioni all'estero, sì del Senato

Il decreto passa con 180 voti

Il Senato ha approvato il decreto legge di finanziamento delle missioni militari all'estero, compresa quella in Afghanistan. I presenti al voto sono stati 315, 314 i votanti, 158 la maggioranza richiesta. Hanno votato a favore in 180, 132 gli astenuti, 2 i contrari. Erano presenti al voto 5 senatori a vita che hanno tutti votato a favore. Il gruppo dell'Udc è formato da 20 senatori, che hanno votato sì.

L'appuntamento era molto atteso per verificare la tenuta della maggioranza, ma il dato politico emerso è quello della spaccatura delle opposizioni, con l'Udc che ha approvato il ddl, mentre il resto delle opposizioni si sono astenute con una decisione che ha causato molte polemiche. La giornata, in attesa del voto finale, è vissuta sulle schermaglie interne ai due schieramenti sui vari ordini del giorno; ne sono stati votati 12. In un primo tempo il governo aveva scelto un profilo basso sul dibattito, facendosi rappresentare in aula dal sottosegretario agli Esteri Ugo Intini. Ma proprio pochi minuti prima del dibattito lo stesso Intini ha annunciato ai cronisti che in aula ad esprimere il parere del governo sui vari ordini del giorno sarebbe intervenuto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema.

D'ALEMA: PIU' DIFESE AI NOSTRI SOLDATI
Il governo è favorevole a "fornire ai nostri militari dei mezzi adeguati per la protezione del personale in relazione ad una aumentata pericolosità delle condizioni in cui operano i nostri militari" ed "ha chiesto allo Stato maggiore [...] di fare una relazione che indichi le necessità che le forze armate ritengono indispensabili per la protezione dei militari e dei civili in Afghanistan", ha detto D'Alema. Questo passaggio è stato confermato in uno degli odg votati. Per quel che riguarda la conferenza di pace sull'Afghanistan, il nostro ministro degli Esteri ha detto che "la conferenza non dovrebbe essere promossa da noi [poiché è attualmente all'esame del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite], né sta a noi [quindi] definire gli invitati. Non confonderei il dibattito politico legittimo con atti di indirizzo parlamentare che impegnano il governo a fare cose che non può fare".

DISINNESCATO DA AN E FI L'ORDINE DEL GIORNO UDC-UDEUR
Sugli ordini del giorno aveva creato scompiglio l'annuncio da parte dell'Udc di Pierferdinando Casini di volerne presentare uno che avrebbe espresso sostegno alla missione in Afghanistan, chiedendo al governo di aumentare il raggio d'azione delle nostre forze, eliminando cioè alcuni dei famosi 'caveat'. Sull'ordine del giorno l'Udeur del ministro Clemente Mastella aveva preannunciato il suo voto favorevole. A togliere le castagne dal fuoco sono stati però An e Forza Italia. Entrambe queste forze hanno espresso parere negativo al presidente del Senato Franco Marini che aveva chiesto l'unanimità dei consensi sullo strappo al regolamento per permettere la presentazione di un nuovo odg fuori tempo.