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26/8/2007

Festa dell'Unità:ovazioni per Bindi

Ministro Famiglia applaudito a R.Emilia

Sala dibattiti gremita e soprattutto ripetuti e convinti applausi per Rosy Bindi nella 'rossa' Reggio Emilia, da sempre roccaforte Ds. Intervistata da Maurizio Damilano alla Festa dell'Unita' (sempre la stessa anche se da anni si chiama "FestaReggio") il ministro per la Famiglia non ha avuto nella prima ora la minima manifestazione di dissenso anche quando ha rivolto qualche appunto a Veltroni, ma e' stata piu' volte interrotta da battimani.

Il primo quando ha indicato come primaria ragione della candidatura alla segreteria Pd la convinzione che ''fosse arrivato il tempo in cui una donna si impegnasse in una competizione politica''; il secondo applauso e' arrivato anche quando ha elencato come seconda ragione la critica al ticket Veltroni-Franceschini ''simbolo di due partiti che si mettono assieme, e che sembra una societa' per azioni con un socio di maggioranza e uno di minoranza''.

''No a una corrente di cattolici per Veltroni - ha detto - come io stessa non sono la candidata dei cattolici e so che la mia sfida principale e' quella della laicita'''. E qui l' applauso della platea e' stato anche piu' consistente. Sulla corsa alla segreteria del Pd, Bindi ha ricordato che ''noi abbiamo la responsabilita' di fare un partito, non di eleggere il segretario di un partito'', e ha chiesto che si scelga Veltroni ''segretario probabile, perche' e' il migliore tra i candidati e non perche' due segreterie di partito hanno scelto che lui fosse il candidato''. La Bindi ha chiesto rispetto per tutti i candidati (''tutti: Adinolfi, il ragazzo che gioca col blog, portera' via fette di consenso agli altri'') e ha ricordato di aver ''risposto per le rime'' alle ultime uscite di Veltroni ''perche' voglio che impari bene a fare il segretario''. Applausi, non solo dei suoi sostenitori, anche in questo caso.

Poi un appello (''non si fa un partito nuovo per trasferirvi la stessa classe dirigente''), una battuta anche contro Rutelli (''anche la Margherita non ha forse rischiato di essere il partito del leader?'') e una contro Montezemolo a proposito delle tasse: ''abbia la gentilezza di riconoscere che questo governo ha abbassato di cinque miliardi il costo del lavoro per quest'anno e di altri cinque per l'anno prossimo''. In questo caso ha parlato al presidente di Confindustria da ministro; da candidato alla segreteria del Pd gli ha detto che ''noi vorremmo essere aiutati anche dagli industriali a far capire il senso dello Stato, che pagare le tasse non e' una condanna e che non si pagano per la corte di Cesare ma per la sanita', la scuola, l'assistenza''. Su questo alla festa dei Ds l'applauso, che infatti e' arrivato puntuale, sarebbe venuto comunque.