Dopo Affittopoli è l'ora di Svendopoli. A dodici anni dal primo scandalo sugli affitti irrisori pagati dai politici per appartamenti di lusso sollevato dal Giornale, un'inchiesta pubblicata sull'ultimo numero dell'Espresso denuncia gli acquisti a prezzi scontati di case di pregio nel centro di Roma da parte di parlamentari, segretari e alte cariche dello Stato. Gli sconti sui prezzi di mercato di cui hanno beneficiato in alcuni casi raggiungono l'80%.
Grandi affari, occasioni da perdere. Comprare una casa di pregio nel centro di Roma con uno sconto che può arrivare fino all'80% in effetti non capita a tutti. Capita però a Veltroni e a Cossiga, a Casini e a Mastella, a Maura Cossutta e Nicola Mancino, a Luciano Violante e Francesco Marini, a Mario Baccini e Francesco Pionati, a Salvatore Cardinale e Marianna Li Calzi. Al direttore del Foglio Giuliano Ferrara. Non basta: ci sono anche il segretario della Cisl Bonnani, l'ex delle Fs Farlenza, il numero uno della Consob Cardia.
Tutti beneficiari di sconti importanti, come ha rivelato l'inchiesta del settimanale L'Espresso. C'è chi come il numero uno dell'Udc Pier Ferdinando Casini è arrivato addirittura a risparmiare cinque milioni di euro, comprando con un milione di euro un 30 vani del valore di mercato di sei milioni di euro secondo le stime effettuate da esperti nel settore immobiliare contattati dal Giornale.
Numeri suscitano l'indignazione della gente comune e le smentite dei politici tirati in ballo. Quegli stessi politici che hanno acquistato a prezzi irrisori dopo aver abitato quegli appartamenti pagando per anni un canone bassissimo, come aveva svelato il Giornale dodici anni fa con l'inchiesta denominata "Affittopoli". Ma i politici italiani sembrano non aver perso il vizio. Anzi, un privilegio "temporaneo" è così diventato eterno. Perché la "casta" ha trovato casa. Per sempre.