Il settimanale Panorama rivela l'esistenza di intercettazioni riguardanti Romano Prodi all'epoca in cui era premier. Le intercettazioni telefoniche, pubblicate sul numero oggi in edicola, sono state disposte dalla Procura di Bolzano in relazione all'inchiesta sulla vendita dell'Italtel alla Siemens. Alcuni passaggi riguardanti Prodi sono stati trasmessi alla Procura di Roma. Non risultano indagati. L'ex premier: "Fatti irrilevanti".
Secondo Panorama dalle intercettazioni emergerebbe l'interessamento di Prodi e del suo staff per gli affari del consuocero in una vicenda relativa a una richiesta di finanziamenti per un progetto scientifico, consigli al nipote azionista di una società titolare di brevetti scientifici, e la richiesta di benefici fiscali, poi non concessi, da parte di un industriale a lui vicino.
"Mi sembra evidente che vi si trattano fatti di nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale - si legge nella nota ufficiale diffusa dall'ex premier - come presidente del Consiglio ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli". Quindi conclude: "Non vorrei, vista la rilevanza che sembra assumere una vicenda di così scarsa portata e vista la fonte giornalistica che propaga tali notizie che questa vicenda tornasse utile a quanti invocano impensabili giri di vite sulle intercettazioni telefoniche. Per quanto mi riguarda, resto del parere di sempre sull'argomento e cioé che si pubblichino pure le intercettazioni quando vi sia una reale motivazione".
"Questo accanimento su Prodi, che si è ritirato dalla politica non si comprende se non pensando che Prodi faccia ancora paura al centrodestra", commenta l'ex ministro prodiano Giulio Santagata. Dal centrodestra si fa sentire la voce di Gaetano Pecorella, che intervistato dal Corriere ammonisce: "Deprecabile diffondere quei testi". Di diverso parere il giornalista Marco Travaglio: "Giusto sapere cosa fanno i nostri governanti. Se non c'è niente di grave non vedo perché non pubblicare le intercettazioni, se invece c'è qualcosa a maggior ragione è giusto che si conoscano"
