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24/5/2009

Riduzione parlamentari,sì dell'Udc

Casini: "Ma premier non si smentisca"

"L'Udc è disponibile a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari: basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle Province". Così il leader centrista, Pier Ferdinando Casini, rilancia la disponibilità ad appoggiare la proposta del premier di ridurre il numero dei parlamentari attraverso un ddl di iniziativa popolare. Ma sottolinea anche che Berlusconi "voleva abolire le Province, e adesso andiamo a votare per le Province".

Pierferdinando Casini in un'intervista al Giornale radio Rai quanto all'appello di Franceschini afferma: "Franceschini sosterrà il referendum consentendo a Berlusconi di avere ancora più potere di quello che ha oggi. E poi grida al pericolo verso la democrazia violata. Finché non cambia idea e non lo annuncia pubblicamente, non siamo disponibili ad alcuna adunata". Poi aggiunge rivolgendosi al premier: "Per fare riforme durature è indispensabile l'opposizione. Per fare riformette finte, forse ha ragione lui". Infine sull'Europa Casini afferma: "Servono uomini di Stato che facciano meno cucù e che consentano all'Europa di avere un ruolo politico, lavorando perché non ci lasci soli quando le nostre frontiere vengono perforate da migliaia di arrivi".

''Ci sono ministri che non sono stati eletti nei consigli comunali, che hanno preso 50 voti a Lecco e sono ministri della Repubblica. Non so con quali meriti, forse hanno esperienze nel turismo''. Pier Ferdinando Casini, a una manifestazione elettorale a Bologna, ha criticato il Pdl e il rapporto tra leader e parlamentari. ''Nel Pdl c'è il popolo e il leader, tutto il resto non conta. Il leader si vuole scegliere pure i parlamentari perché alla fine - ha ironizzato - bisogna disturbare il popolo il meno possibile, scegliamoci noi anche i parlamentari. Ma uno dei grandi problemi è che la gente non si sceglie più i parlamentari. E molti sono lì grazie all'amicizia con qualcuno e non grazie ai meriti e ai rapporti con la gente. Certo ci sono anche le eccezioni che confermano la regola - ha rilevato - ma quando i capi scelgono i parlamentari la gente si disaffeziona, perché questo è antidemocratico''.

Il leader del Pd Dario Franceschini insiste e rivolgendosi a Casini e Di Pietro li invita di nuovo ad una iniziativa comune delle opposizioni perché questo ''non è il momento delle opposizioni''. ''Ho registrato che ieri Di Pietro ha risposto di no al nostro appello - ha detto Franceschini parlando con i cronisti a Bagnolo in Piano, in una delle tappe del suo tour elettorale in provincia di Reggio Emilia - ma voglio insistere con lui e con Casini perché bisogna tenere l'opposizione unità". ''Un grande partito come il nostro - ha proseguito - ha il dovere di insistere perché l'opposizione stia unita davanti ai rischi che corre il Paese. Non è il momento di iniziative sbagliate - ha detto ancora Franceschini - solo per avere qualche voto in più'.

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