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28/10/2009

Cei: "Urge pacchetto integrazione"

"Immigrati, cittadini e non criminali"

"Da più di un anno sentiamo parlare del pacchetto sicurezza che rafforza l'equiparazione di immigrati-delinquenti". E' quanto ha affermato Mons. Bruno Schettino, presidente della Commissione episcopale per l'immigrazione. "Poco, invece, si è sentito parlare del 'pacchetto integrazione', che contempera con la necessità di considerare gli immigrati come nuovi cittadini portandoli a essere soggetti attivi e partecipi nella società che li ha accolti".

Senza un "pacchetto integrazione", spiega mons. Bruno Schettino, non potrà esserci in Italia una vera politica migratoria. "Per governare l'immigrazione non basta concentrarsi sulle sole esigenze di ordine pubblico. La vera sicurezza nasce dall'integrazione", ha aggiunto il vescovo.

"Su questa impostazione ha influito l'esperienza maturata dalla Chiesa italiana in un secolo e mezzo di servizio agli emigrati italiani all'estero, quando essi rischiavano di essere considerati unicamente come braccia da lavoro - ha precisato -. Ancor più alla radice, su questa impostazione ha influito la concezione del migrante come persona portatrice di diritti fondamentali inalienabili, concezione collegata direttamente con la fede in Dio Padre di tutti".

"Le decisioni politiche trovano un limite nel rispetto della dignità delle persone - ha aggiunto mons. Schettino -. l'eccessiva enfasi posta sul 'pacchetto sicurezza' ha visto perplessa e contrariata la comunità ecclesiale, ai vertici e alla base, specialmente tra le migliaia di operatori pastorali impegnati nel campo dell'immigrazione. E' eccessiva la sperequazione tra l'interesse a difenderci da eventuali problemi connessi con l'immigrazione e il dovere di accoglierla".

"Molto opportunamente il Dossier di quest'anno, ridimensionando l'allarme criminalità, sottolinea che il cliché dell'immigrato-delinquente non trova riscontro nei dati statistici e che inizia a vacillare anche il cliché 'italiani brava gente' a seguito dei ricorrenti atti di razzismo e intolleranza nei confronti degli immigrati - ha concluso-. Con serenità, possiamo affermare che bisogna cambiare e favorire condizioni di vita più serene per noi e per gli immigrati. A questo fine dobbiamo impegnarci per raggiungere una maggiore funzionalità della pubblica amministrazione negli adempimenti che regolano la vita degli immigrati".

Ultimo aggiornamento ore 13:33

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