Gianfranco Fini promuove la soluzione del confronto interno al governo sulla questione economica e parla del "cortocircuito" dovuto ai "tagli indiscriminati" su alcuni ministeri in un colloquio con Vespa per il libro del giornalista in uscita a novembre. Dice di aver detto al premier che "non c'era ragione perché Tremonti fosse nominato vicepremier" e concorda con Bersani sull'approccio alle riforme istituzionali: si parta dal Senato federale.

Bene il comitato economico del Pdl presieduto da Giulio Tremonti, mentre non c'era nessuna ragione perche' il ministro dell'Economia diventasse vicepremier. Lo dice il presidente della Camera Gianfranco Fini conversando con Bruno Vespa per il suo libro "Donne di cuori" in uscita il 6 novembre.
"Nessun problema con Tremonti"
"Il problema - spiega Fini - nasceva dalla contestazione di alcuni ministri ai tagli indifferenziati imposti dal ministero dell'Economia. In certi dicasteri si soffriva, ma si sopravviveva, in altri i tagli impedivano di avviare qualunque politica di sviluppo. Nessuno discuteva la primazia del ministro dell'Economia, ma si era creato un corto circuito su questo punto. Ho detto a Berlusconi che non c'era nessuna ragione perche' Tremonti diventasse vice presidente del Consiglio".
"Il Pdl non è un organigramma"
"La soluzione trovata mi pare del tutto soddisfacente: un organismo collegiale presieduto da Tremonti verifichera' come coniugare rigore e sviluppo. E' quanto mi era capitato di auspicare in modo anche brutale: il Pdl non poteva essere un organigramma. La mia richiesta di trovare organismi di discussione sembrava provocatoria e velleitaria. Oggi - aggiunge - l'investitura data da Berlusconi ai tre coordinatori dimostra che il partito e' il luogo in cui si prendono le decisioni. Il primo a trarne vantaggio sara' proprio il presidente del Consiglio".
"Con Bersani accordo sulle riforme"
"Con Pierluigi Bersani concordiamo su un punto centrale: sulle riforme istituzionali meglio non ripercorrere la strada globale per la riforma della seconda parte della Costituzione come facemmo nella legislatura 2001- 2006 quando il referendum butto' via il bambino con l'acqua sporca. E' preferibile limitarsi ad esaminare singoli elementi di riforma in modo organico, ma senza legarli gli uni agli altri. In questo senso e' piu' agevole trovare una maggioranza dei due terzi sul Senato federale che su altri temi".
"Un altro punto di consenso con Bersani - ha aggiunto Fini - e' che se fuori del Parlamento ci si puo' confrontare, in Parlamento ci si deve confrontare. E questo principio io l'ho sostenuto in tante occasioni".
