Di fronte alla crisi economica servono riforme strutturali. Lo dice il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando al Quirinale i cavalieri del lavoro e invitando tutti a non esasperare le contrapposizioni perché è in gioco il futuro del Paese. "Liberiamoci di quel di più, di quel di troppo, in termini di esasperazione dei contrasti, che può compromettere il nostro domani", ammonisce il Capo dello Stato.

''Non basta attendere che il clima economico internazionale migliori, occorrono in Italia riforme da troppo tempo rinviate, altrimenti ci vorra' troppo tempo per riportare l'economia nazionale ai livelli precedenti la crisi iniziata nel 2008, ha detto Giorgio Napolitano.
"Ripresa grazie a politiche economiche adeguate"
"Se in questo momento possiamo registrare segnali incoraggianti di ripresa e specificamente di ritorno in Italia alla crescita del prodotto industriale, lo si deve senza dubbio all'insieme degli energici interventi di emergenza e delle politiche di sostegno che i governi e le istituzioni internazionali hanno messo in atto, spingendo l'economia mondiale verso un netto risultato positivo previsto per l'anno 2010.
"Bene imprese e banche"
Napolitano elogia le imprese e le banche. "Molto ha contatonel nostro Paese - dice il Capo dello Stato - la reattivita' delle imprese, dalle piu' grandi alla miriade di imprese medie e piccole. Un vasto mondo da cui sono venuti decisivi impulsi ed esempi di impegno a resistere, a non cedere, a non fermarsi, a rispondere con intelligenza, creativita' e spirito competitivo alla stretta della crisi globale".
Sulle banche Napolitano fa suo "il giudizio positivo ribadito innanzitutto dal Governatore Draghi sulle prove che dinnanzi alla crisi ha dato di se il nostro sistema bancario, di cui per altro non sono state ignorate le sofferenze a cui e' oggi esposto e a cui sono state nello stesso tempo indirizzate alcune importanti raccomandazioni come quella relativa alla necessita' di un 'intelligente, prudente, selettivo sostegno del credito' al processo di ristrutturazione delle imprese che deve ancora intensificarsi ed estendersi".
"Rimangono motivi di peoccupazione"
Napolitano ha poi elencato gli elementi preoccupanti sull'andamento della crisi: ''La riduzione dei consumi delle famiglie e il peggioramento del mercato del lavoro e il tardare di una robusta ripresa degli investimenti. In prospettiva, i limiti persistenti nello sviluppo della ricerca, chiave decisiva per l'innovazione e per la crescita futura''.
Napolitano ha concluso augurandosi che alle prossime cerimonie di nomina dei Cavalieri del lavoro sia possibile ''anche di un maggior numero di imprenditori del Mezzogiorno, cosi' come di donne imprenditrici beneficiari di questo riconoscimento''.
