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19/11/2009

Nomine Ue, ok a Van Rompuy e Ashton

Decisione all'unanimità dei 27 leader

Il consiglio europeo informale dei capi di Stato e di governo ha scelto Herman Von Rompuy come primo presidente permanente del Consiglio e Catherine Ashton come Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione e vicepresidente della Commissione europea. Lo ha comunicato ai giornalisti il presidente di turno del Consiglio, lo svedese Frederic Reinfeldt. "Questa decisione è stata presa all'unanimità", ha sottolineato.

Tutti erano già rassegnati a fare le ore piccole. Qualcuno aveva avanzato anche l'ipotesi di un secondo round nella giornata di domani, o addirittura di un secondo vertice straordinario da convocare nelle prossime settimane. Ma alla fine l'accordo sulle nuove nomine del Trattato di Lisbona - quella a presidente permanente della Ue e quella a ministro degli esteri della Ue - e' stato raggiunto a tempo di record, senza maratone, in uno dei vertici dei leader europei piu' brevi che si ricordi. La partita era delicatissima, e giustificava i 'timori' di una nottata insonne al palazzo del Consiglio europeo di Bruxelles.

"L'intesa è stato raggiunta. C'è accordo per entrambe le posizioni", ha detto un diplomatico europeo che ha assistito ai colloqui, che hanno coinvolto tutti i 27 Stati membri. Le nomine dovevano soddisfare sia gli Stati membri che il Parlamento europeo, che dovrà approvare la candidatura di Ashton, ma non quella di Van Rompuy. La quadratura del cerchio è stata trovata scegliendo un presidente di centro-destra e un rappresentante della Politica estera di centro-sinistra. Van Rompuy è piaciuto perché è riuscito a tenere insieme una coalizione governativa fragile dopo essere stato eletto primo ministro meno di un anno fa. Ashton, baronessa e in passato membro della Camera dei Lord, non è molto nota nemmeno in patria, e ha poca esperienza in tema di affari esteri. E' però piaciuta nel ruolo di commissario al Commercio dell'Ue, che ha assunto l'anno scorso.

La sua candidatura è stata preferita a quella di D'Alema, che ha fatto gli auguri ad entrambi. "E' stato un onore essere stato candidato per un incarico così prestigioso in un momento così importante per l'Europa", ha scritto D'Alema in una nota. David Sassoli, capo delegazione del Pd all'Europarlamento, in una nota ha scritto che l'Italia non è riuscita "a far sentire il suo peso tanto da far valere le qualità del candidato" D'Alema, e che "la conclusione della lunga trattativa sulle nomine Ue lascia l'amaro in bocca: si tratta di un'occasione perduta per l'Europa, che aveva la possibilità stavolta di nominare figure prestigiose che avrebbero dato maggiore profilo all'Unione".

Ultimo aggiornamento ore 22:01

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