Un tetto alla cassaintegrazione, ovvero a "qualsiasi trattamento di sostegno al reddito", per i cittadini extracomunitari che lavorano in Italia. E' quanto vuole introdurre la Lega con un emendamento alla Finanziaria presentato in commissione Bilancio alla Camera, firmato dal deputato Maurizio Fugatti. Nel 2010 il tetto dovrebbe essere di sei mesi. "Prima vanno tutelati i lavoratori italiani" spiega il deputato leghista. La Cgil: "E' xenofobia"

Il testo
''Per i lavoratori residenti sul territorio nazionale non cittadini italiani ovvero comunitari destinatari di qualsiasi trattamento di sostegno al reddito, ai sensi della legislazione vigente in materia di ammortizzatori sociali, la durata del beneficio non puo' essere per l'anno 2010 superiore a sei mesi''.
Cgil: "Lega xenofoba, istiga al lavoro nero"
''Una iniziativa xenofoba e una vera e propria sciocchezza giuridica''. Cosė la Cgil giudica a caldo l'emendamento presentato dalla Lega alla Finanziaria. ''Questi lavoratori e i loro datori di lavoro - afferma il segretario confederale, Fulvio Fammoni - pagano come per tutti gli altri i contributi per accedere agli ammortizzatori sociali. Quindi si tratta di un emendamento improponibile a meno che la Lega non pensi che, come succede per la previdenza, i lavoratori stranieri devono solo versare e difficilmente ricevere il corrispettivo di quanto versato. E' una esplicita istigazione al lavoro nero'', conclude Fammoni.
Sacconi: "Ammortizzatori sono diritti soggettivi dei lavoratori"
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, interviene sull'emendamento presentato dalla Lega. "Gli ammortizzatori sociali ordinari - dice Sacconi - corrispondono a diritti soggettivi dei lavoratori, sono sostenuti da contribuzioni dei lavoratori e degli imprenditori, sono, nel caso della cassa integrazione e dei contratti di solidarieta', correlati alla continuita' del rapporto di lavoro che costituisce il presupposto della conservazione del permesso di soggiorno".

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