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LADRO RENDE MALTOLTO IN CONFESSIONE

- Restituiti oggetti a parroco Cremonese

Il boss dei boss finisce in manette

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Arrestato dopo 43 anni di latitanza

Bernardo Provenzano è stato arrestato dalla polizia di Stato in un casolare nella campagna di Corleone. Era disarmato, ma ha opposto resistenza. Provenzano, che al momento dell'arresto aveva con sé alcuni pizzini (foglietti per comunicare), era latitante dal 1963. Subito dopo il blitz ha ammesso la propria identità.
La folla inferocita: "Sei un bastardo"
Fermati anche tre complici

Chi è Bernardo Provenzano
Il "fantasma" della mafia

Di lui circolava solo una foto segnaletica scattata il 18 settembre 1959.

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I PIU'CERCATI

I PROTAGONISTI DELLA CATTURA

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Chi sono i 30
ghostbusters


Gli "acchiappafantasmi" della polizia formavano un pool da anni impegnato esclusivamente nella ricerca del capocosca. Grasso: "Protetto da imprenditori e politici"

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Ciampi a Pisanu: "Operazione straordinaria"

"Lo Stato ha dimostrato grande forza".

Online la vita del padrino attraverso gli atti delle indagini

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I giornalisti Ernesto Oliva e Salvo Palazzolo hanno ricostruito su Internet la vita e i quarant'anni di latitanza del famigerato padrino di Corleone. Un dossier che, attraverso ordinanze e requisitorie ripercorre la carriera del capo di Cosa Nostra: da killer e apprendista capomafia sottovalutato a figura chiave della mafia siciliana.

Al vertice della Cupola ora
è lotta per la successione

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Due nomi su tutti sono quelli più accreditati per prendere il posto di Provenzano: Matteo Messina Denaro, della mafia trapanese, e Salvatore Lo Piccolo, della borgata palermitana di San Lorenzo. Entrambi sono latitanti.

Il capomafia tradito da un "pizzino"

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Durante la latitanza quei fogliettini che usava per comunicare con i suoi picciotti, hanno alimentato le indagini e alla fine lo hanno tradito: il capomafia è stato intercettato proprio grazie a un "pizzino". LE FOTO DELLA LATITANZA VIDEO