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28/7/2006

"Vi racconto come ama un Maestro"

Califfo dopo il successo di "Calisutra"

Franco Califano (autore di brani di successo come “Minuetto” e” La nevicata del ‘56”, portati al successo da Mia Martini) di sé dice che non prende nulla seriamente nella vita. Nulla fuorché le donne. A 68 anni, ne ha contate oltre mille. Le ha amate sinceramente. Chi se ne frega se più col corpo che col cuore, “oggi gli uomini non sanno fare né l’una, n’è l’altra cosa” lamenta. Le ha studiate e ha stilato i sacramenti dell’amore in un libro, “Calisutra, storie di vita e casi dell'amore raccontati dal Maestro" (edizioni Castelvecchi). Uscita il 7 luglio, l’opera è già un discreto successo editoriale. La ragione è presto detta: “Sono pagine di ars amatoria – scrive Califano - per giovani che vedo sprovveduti e cerco di aiutare con la mia esperienza".

Signor Califano, perché lei è tanto di moda, soprattutto tra i più giovani?
Piaccio perché sono credibile, trasgressivo, ma mai bugiardo. Siamo circondati da leccaculo, qualcuno deve pur proporre un modello alternativo!

In "Calisutra" cerca di aiutare giovani sprovveduti nell’eros. Sono tanto imbranati questi trentenni?
'mbranati??? Magari fossero i trentenni… Quelli ancora viaggiano nel limbo, non sanno a cavallo di che stagione sono. Il vero disastro sono i quarantenni. A quell’età dovrebbero essere meno confusi, ma non sanno da che parte cominciare. Sono ’na tragedia senza scusanti.

Il loro difetto peggiore?
Non hanno più tempo per nulla. E’ colpa del progresso, poveretti. Vanno troppo in fretta anche con i sentimenti: non scrivono più lettere, niente più fiori o corte discreta alla femmina. Non mettono al primo posto il piacere della donna, che è l’obbiettivo da perseguire. E poi sono indietro di tre marce rispetto all’altro sesso.

Non ne salva nessuno?
Mi piacciono tutti i giovani che faticano per un obbiettivo, nella vita come nella musica. Tutti quelli che studiano, che non si accontentano mai. Federico Zampaglione dei Tiromancino ( -un mio amico, quindi so’ de parte - ), i Negramaro, Francesco Renga e Samuele Bersani.

E’ il prototipo del maschio donnaiolo e macho, ma a differenza di molti maschi latini "doc" ha rifiutato di farsi una famiglia. Perché questa repulsione al matrimonio?
Non sono mai stato contrario al matrimonio per presa di posizione, tanto è vero che mi sono sposato a 19 anni e separato a 19 anni e mezzo. A 24 ho divorziato perché non ho mai escluso la possibilità di sposarmi di nuovo. Oggi credo che le nozze siano un modo per dare gratificazione alla donna. Fosse per me però, potrei convivere more uxorio per sempre.


Quindi, a quasi 70 anni, potrebbe decidersi a prendere con sé una fidanzata per tutta la vita?
Per ora non ho una compagna, solo qualche amica speciale.

Quali le donne che preferisce corteggiare?
Quelle tra i 35 e i 40 anni sono magnifiche, perché la donna esplode alla vigilia della menopausa. Ha più desideri, libidine e fantasia che nel resto della sua vita. Peccato che duri poco.

Ha messo tante corna. Ne ha ricevuta qualcuna dolorosa?
Il mio motto è: "Chi non sa d’essere cornuto non lo è". In amore non valgono indagini, gelosie o sorprese. Bisogna stare tranquilli e viversela bene!

Nessuna, delle mille donne che millanta, le ha spezzato il cuore?
Nessuna, lo giuro.

Crede di averle capite, le donne?
Non è facile capirle. Posso dire che le ho studiate con passione e ho cercato di entrare nell’universo femminile. Scoprirlo giorno dopo giorno mi piace ancora.

L’ultima scoperta?
Che le donne sanno mentire e tradire molto meglio di noi uomini. Siete precise, non vi fareste mai trovare con un bigliettino in tasca. Siete molto più furbe, o forse siamo noi uomini a essere degli imbecilli.

Così "imbecilli" da credere anche alla donna che finge l’orgasmo?
La donna che finge è la più stupida di tutti. Non fa piacere a nessuno: l’uomo se ne va contento di quello che non ha fatto e la volta successiva lei se lo ritrova tale e quale. Dovrebbe mettersi a tavolino e dirgli: “A bello, così nun se va da nessuna parteVa a lezione da Califano”.

Il posto più strano dove ha fatto l’amore?
Ogni posto è buono salvo il letto, che è troppo ministeriale.

Andò in galera ma dissero che era innocente. Cosa è cambiato in lei dopo quell'esperienza?
Sono cresciuto, sono diventato più duro, più conoscitore di me stesso. Ho imparato a farmi compagnia da solo e a non avere paura della solitudine.

Mai avuto, in carcere, qualche esperienza omosessuale?
Gli omosessuali mi hanno corteggiato, ma mica in galera!

A cosa pensa quando è da solo?
Penso a troppe cose, una sull’altra, e questo mi fa paura perché non avrò abbastanza tempo per farle tutte.

Però ha detto che sulla tomba scriverà “Non escludo il ritorno"...
Questa vita la rifarei cinquantamila altre volte.

La vecchiaia per lei che cos’è?
E' la fine del desiderio, l’ultima poltrona sui cui ci si siede. Il brutto è quando si arriva stanchi e gli altri ti considerano davvero un vecchio. Io vivo da giovane, tutto il mio mondo è circondato da giovani e la mia testa è ancora arzilla.

Ora però sono le due del pomeriggio e, per quanto arzillo, il Califfo ha bisogno di un riposino (che prolungherà per più di qualche ora). Vive nella sua casa ad Acilia, vicino ad Ostia, fuori dal traffico cittadino e la sua giornata non è più scandita solo da conquiste, musica e notti brave. C'è spazio anche per un bagno in piscina, un amico e un pisolino. Ritmi sincronizzati sulla dolce vita? Forse. O forse solo sui bisogni di un leone che a 68 anni, prima di ruggire, deve prendere fiato.

Antonella Zugna