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14/9/2007

Simpsoniani di tutta Italia,unitevi

Esce il film al cinema, ed è da vedere

Vi diranno fino alla noia che dopo 400 episodi, 18 anni ufficiali e 20 non ufficiali, era arrivato finalmente il momento del primo film, vi faranno l'albo d'oro dei Grammy vinti e ritireranno fuori anche la storia di Bart personaggio del Time... 
In realtà l'unica domanda seria da porsi prima andare a vedere I Simpson - The movie è quella che si/ci fa Homer all'inizio e che suona pressappoco così: "Ma perché essere così stupidi da pagare al cinema qualcosa che si vede gratis in tv?".

Domanda geniale, considerato chi nell'universo simpsoniano è lo stupido per eccellenza, dalla risposta semplice: vale la pena passare per scemi. Diciamolo subito, il film gira bene, è coerente con l'archetipo televisivo nel modo di introdurre la storia, nello svilupparla e nell'arrivare al finale. A voler semplificare a tutti i costi possiamo dire che è una versione extralarge di un episodio tv, onesto e senza sbavature, con il solito inizio scoppiettante in cui non si capisce bene dove si voglia andare a parare e senza rendersene conto ci si trova dentro la storia. Non è un capolavoro, insomma, ma non delude.

Come nella miglior tradizione della serie, la trama è "Homercentrica". E' lui che combina il danno, lui che cerca alla sua maniera di risolverlo e a lui è affidato il colpo di genio finale. Interessante (e inquietante) la sotto-trama che unisce Bart e Flanders, un po' meno quella di Lisa e un ragazzino irlandese con la "s" sibilante creato ad hoc per il film che ricalca una tipologia di ometto che fa sballare l'intellettuale di casa Simpson.

L'universo Springfiled è bello che presente, gli autori "accontentano" praticamente tutti i comprimari della serie, come a dire che una battuta non si nega a nessuno. Anche se ci è sembrato, però, che Selma e Patty stessero in silenzio e non ci è parso di vedere Telespalla Bob. E pure l'"a-ah" di Nelson non è stato doppiato efficacemente come al solito. Attendiamo smentite. Guest star (e potevano mancare?) i Green Day, Arnold Schwarzenegger, (occhio al suo ruolo, hai visto mai che Matt Groening anticipa i tempi?) e Tom Hanks in versione ultra-politically correct alla Simpson-maniera.

A voler proprio sforzarsi per trovare un difetto, forse qualche citazione in più avrebbe  reso il tutto ancor più simpsoniano. Piccolezza però, anche perché la citazione più evidente, Spider Pig, è probabilmente la cosa migliore di tutto il film, che va goduto fino alla fine dei chilometrici titoli di coda, perché tra una riga e l'altra succede qualcosa. E poi anche a leggerli si scoprono cose interessanti. Fate caso all'infinito numero di animatori coreani*... 

Domenico Catagnano


*E nella vostra mente partiranno il sottofondo-Psyco e un'inquadratura che via via si stringe fino a chiudersi sugli occhi minacciosi di un orientale.