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25/8/2008

"Decameron Pie", Barton proibita

Il film nelle sale dal 5 settembre

Sette ragazzi e tre giovani donne fuggono da Firenze, infestata dall'epidemia, rifugiandosi in campagna. Nel corso dei dieci giorni trascorsi insieme in una villa, ognuno di loro racconta una storia, dando vita al Decameron. Dal famoso libro di Boccaccio è stata tratta la sceneggiatura di "Decameron Pie", nelle sale dal 5 settembre, con i vestiti di Roberto Cavalli e le superstar Hayden Christensen e Mischa Barton più sexy che mai....

"Decameron Pie" è una giocosa celebrazione della vita e della sua bellezza, una moderna rivisitazione dell’opera di Giovanni Boccaccio. Lo scrittore/regista David Leland interpreta in modo moderno l’opera trecentesca di Boccaccio, con questa avvincente storia d’amore, di innocenza e di amicizie indissolubili. Sullo sfondo del suggestivo paesaggio toscano, un gruppo di amici scopre la vita dopo essersi lasciati alle spalle tragedie e pericoli.

“Boccaccio è stato geniale nel modo in cui ha legato fra loro le singole storie - afferma Leland -. Il Decameron è un classico della letteratura da 600 anni proprio perché leggerlo è un vero piacere. In esso c’è tutto ciò che caratterizza gli esseri umani e i loro desideri. Non è un caso che la gente lo apprezzi e non è un caso che Chaucer e Shakespeare ne siano stati ispirati. Il libro mette in scena uno spiccato appetito per l’amore e celebra la natura umana. Aiuta a comprendere la dinamica fra gli uomini e le donne”.

“Boccaccio chiaramente aveva le sue bete noires - spiega Leland - categorie di persone che amava prendere di mira: i ricchi, i potenti, il clero, i cattolici, le suore, gli stupidi con le belle mogli, mariti raggirati dalle consorti e l’istituzione stessa del matrimonio. Questi erano i bersagli preferiti di Boccaccio, che amava raccontare anche le storie più piccole, quelle magari sviluppate da barzellette sconce che la gente si raccontava all’epoca, nelle taverne.  Alcuni racconti erano lugubri e misteriosi, con elementi alla Grand Guignol, in cui si uccide per passione. Le trovo straordinarie!”

“Siamo stati fortunati ad avere David Leland - dichiara il produttore della pellicola Dino De Laurentiis -. E’ entrato in sintonia con la storia e ha compreso immediatamente ciò che volevamo. Ha scritto un bellissimo copione, moderno, intrigante, i cui temi sono gli stessi che coinvolgono i giovani d’oggi: l’amore, il sesso, l’avventura”.

Trovare gli giusti attori per i due ruoli protagonisti, Lorenzo de Lamberti e Pampinea Anastagi, è stato fondamentale per il successo del film. Tuttavia, come dice Dino De Laurentiis: “Il segreto di un film è sempre il copione. Un buon materiale attrae sempre i grandi nomi”.“Per il ruolo di Pampinea, cercavamo qualcuno con una bellezza ‘patrizia’ all’apice della fama, un’attrice giovane e meravigliosa - afferma Martha De Laurentiis -. Mischa Barton era reduce dal successo di 'The O.C.' e ha subito accettato il ruolo, rivelandosi davvero perfetta. Per Lorenzo, volevamo un attore con l’innocenza di un angelo e con un aspetto molto mascolino. Una rara combinazione, incarnata da Hayden Christensen, che ha apprezzato il copione accettando subito la parte”.

Leland è entusiasta dei due protagonisti. “Avevo già visto Hayden recitare e mi era piaciuto, è un attore fenomenale, recita con tutto se stesso. Per quanto riguarda Mischa, devo ringraziare mio figlio, che ha 16 anni, perché è stato lui a consigliarmela. ‘The OC’ è molto seguito dai giovani, ha molto successo. Quando va in onda mio figlio invita tutti i suoi amici per guardarlo insieme”.

“Tutto è iniziato quando ho incontrato Dino. Poi ho letto il copione e me ne sono innamorata. - rivela Mischa Barton - Era una sceneggiatura molto diversa da qualsiasi cosa avessi letto fino a quel momento. Rende molto bene l’opera di Boccaccio". Rispetto al lavoro con Leland, la Barton aggiunge: “E’ un regista che sa dirigere gli attori. Sa ciò che vuole ed è molto specifico. Ha un buon occhio per il grande schermo. Ci ha trasmesso una grande passione, la stessa con cui ha scritto e diretto il film”.

Il film inizia nel 14esimo secolo a Firenze che a quei tempi era prospera e sontuosa, ricca d’arte e di cultura, in cui gente di tutte le età viveva con pienezza la propria epoca. Tuttavia, nel 1346, tutto improvvisamente cambiò. La città fu colpita da una devastante epidemia di peste, comunemente chiamata “la morte nera”. Lorenzo de Lamberti (Hayden Christensen), un giovane innocente e avventuroso, è suo malgrado, oggetto dell’odio del ricco Gerbino de la Ratta (Tim Roth), che ne fa il suo bersaglio. Per sfuggirgli, Lorenzo si allontana da Firenze, e trova rifugio presso un convento, dove inizia a lavorare come giardiniere.

Pampinea Anastagi (Mischa Barton), l’unica figlia di una nobile e rispettata famiglia, si ritrova improvvisamente sola  a causa della peste. Gerbino de la Ratta ha delle mire sulla ragazza e sulla sua ricchezza, quindi prima minaccia di confiscarle la casa per assolvere ai debiti di suo padre, poi si offre di sposarla per aiutarla a risollevarsi dal rovescio finanziario. Pampinea però rifiuta, rivelandogli di essere  già destinata a un conte russo, che infatti è al momento in viaggio verso Firenze da Novgorod.

Pampinea persuade i suoi amici a raggiungerla nella villa di campagna per assistere alla sua cerimonia di nozze con il conte, che finalmente la libererà dalle indesiderate attenzioni di Gerbino e dal pericolo di perdere tutti i suoi averi.

Quando gli amici di Pampinea lasciano Firenze, per lanciarsi in una serie di avventure, Pampinea si ritira in convento in attesa delle nozze. Ma lì, dietro il velo che indossa, e dopo un bacio segreto, si innamora perdutamente di Lorenzo, il giardiniere del convento. Lorenzo la ricambia, anche se non sa chi sia la donna misteriosa che lo ha baciato di nascosto.  La storia ci conduce nella villa di Pampinea, dove tutto infine si risolve nella celebrazione dell’amore e della vita. 

Lo scrittore/regista David Leland interpreta in modo moderno l’opera trecentesca di Boccaccio, con questa avvincente storia d’amore, di innocenza e di amicizie indissolubili. Sullo sfondo del suggestivo paesaggio toscano, un gruppo di amici scopre la vita dopo essersi lasciati alle spalle tragedie e pericoli. Leland racconta una favola senza tempo, irriverente, umoristica, ricca di erotismo e passionalità, drammatica e del tutto originale.

ROBERTO CAVALLI, LO STILISTA DEL FILM
Nonostante "Decameron Pie" sia ambientato durante il Rinascimento, uno degli aspetti più importanti del film, secondo Dino e Martha De Laurentiis, era il suo ‘appeal’ nei confronti del pubblico moderno. I produttori volevano che il film non fosse ancorato a triti cliché tipici dei film in costume, bensì che avesse un look e uno stile nuovi, diversi. La scenografia e i costumi hanno svolto un ruolo importante, per ottenere questo risultato.Per i costumi, i produttori hanno scelto Roberto Cavalli, lo stilista di fama internazionale che ha di recente creato il guardaroba del cast di "Sex and the City".

“Non volevo realizzare un film tipico del 1300, con parrucche e costumi d’epoca- afferma Dino De Laurentiis-. Il giovane pubblico americano non riuscirebbe a identificarsi con questo genere di film. Perciò ho chiamato Roberto Cavalli, gli ho mandato il copione e lui ha accettato di disegnare i costumi, ma poichè gli era piaciuto molto il copione, ha chiesto di poter anche co-produrre il film insieme a me. Cavalli ha creato un’ampia gamma di costumi che hanno trasformato il film in una favola senza tempo. La storia potrebbe essere interpretata ieri, oggi o domani. I costumi non hanno niente a che fare con il 1300, si tratta di una moderna interpretazione di Boccaccio".

Per Roberto Cavalli lavorare in "Decameron Pie" ha significato molto dal punto di vista personale. Nato e cresciuto a Firenze, Il Decameron è, come lui stesso dichiara, nel suo sangue. “Conosco Dino e Martha da molti anni, siamo come una famiglia, sono due persone meravigliose”. Il film rappresenta la prima esperienza di Cavalli sia come costumista e come produttore. “Quando Dino mi ha chiamato, mi sono recato a Los Angeles per parlare con lui della sua idea di un film basato sul Decameron. Ho iniziato a pensare alla mia giovinezza, alla Firenze del 14esimo secolo, a Boccaccio. Mi piaceva l’idea perché fa parte delle mie radici. Poi Dino mi ha mandato il copione e non appena l’ho letto, ho voluto far parte della produzione. Tuttavia l’ho avvertito, che, se stava cercando qualcuno che ideasse dei costumi molto accurati dal punto di vista storico, non ero certo la persona adatta. Gli ho detto: “Se mi concedi la libertà di realizzare quel che penso possa funzionare, allora accetto”. Dino era d’accordo e così è iniziato il progetto”.

Cavalli dichiara che lavorare in un film, è molto diverso dal disegnare una collezione: “Quando creo le mie collezioni, certamente seguo la moda ma ho totale libertà creativa. Nel film invece sono dovuto restare fedele al Boccaccio e al 14esimo secolo, ma la cosa più importante era restare fedele a me stesso e a ciò che mi ispira”.