Armen, Francesco, Riccardo e Mattia. Ossia i The Glamour Manifesto che arrivano il 16 ottobre con il loro disco omonimo d'esordio, anticipato dal singolo "Between Trasparent and Sparkling". I navigatori li hanno scoperti grazie al brano "Digital Behavior". Dopo un buon riscontro in Giappone la band sbarca in Italia, paese d'origine e sfornano un disco vario, forse troppo con il pericolo di sfociare verso la dispersione inutile. "In Italia c'è ancora troppa ignoranza" e il gruppo spiega perché a Tgcom.

"Digital Behavior" ha spopolato in Rete. Siete rimasti sorpresi o ve l'aspettavate?
In realtà non riusciamo ancora a capire quanto abbia realmente spopolato nella rete, ma sicuramente abbiamo ottenuti buoni riscontri che sono andati aumentando nel corso dell’anno e ne siamo rimasti piacevolmente sorpresi.
Poi – sempre grazie al Web - il contatto con la casa discografica Ear Candy. Che tipo di lavoro avete impostato per il lancio del vostro primo disco?
Tramite il Web siamo stati contattati dall'etichetta inglese Ear Candy Music, con la quale abbiamo firmato un contratto per quanto riguarda la pubblicazione nel territorio inglese del nostro primo singolo "Hide And Eat". Appena firmato si sono dimostrati molto disponibili e attivi nel mondo musicale inglese, facendoci girare dopo pochi mesi dalla firma del contratto. Il nostro primo video, le cui riprese sono state fatte in Inghilterra, è stato totalmente spesato da loro. Un buon trampolino di lancio per noi.
Che risposta avete avuto dal Giappone dove siete usciti con il vostro album?
Il disco è uscito il 5 agosto tramite In & Out Records, etichetta discografica che distribuisce in Giappone artisti di fama internazionale. Purtroppo la distanza ci impedisce di sapere esattamente come procedono le vendite del disco in territorio giapponese. L'ultimo aggiornamento datoci dall'etichetta risale a un mese fa, dove ci hanno comunicato che avevamo raggiunto quasi le 1.500 copie vendute. Ciò rappresenta sicuramente un grande traguardo per noi. La soddisfazione più grande che potremmo avere ora, sarebbe l'organizzazione di un tour in Giappone. Significherebbe la realizzazione di una parte del nostro sogno.
Cosa vi piace di quel Paese?
Tutto. Due di noi sono riusciti a fare una piccola esperienza di due settimane a Tokyo, ed è stata probabilmente la più bella della vita. La gente si è dimostrata gentilissima, il cibo fantastico, le ragazze bellissime, non c'è nulla che non ci sia piaciuto. Ma stiamo parlando di "otaku occidentali" che sognavano il Giappone da tutta la vita, quindi il discorso è un pò di parte.
E' vero che avete creato una vera e propria factory?
Facciamo fatica a capire perchè, ogni volta che raccontiamo a qualcuno della nostra esperienza di vita assieme, tutti rimangono colpiti. Conciliare la vita di ognuno di noi con quella del gruppo, è stata un’esperienza semplice.
Come è nata l'idea?
Noi fondamentalmente partiamo da un idea di gruppo, nel quale l'amicizia ha sicuramente priorità, in quanto ci aiuta a crescere ogni giorno, musicalmente e mentalmente, ma sopratutto alla pari. Abbiamo quindi pensato che per far fruttare al massimo il nostro progetto, la cosa di cui avevamo più bisogno era il tempo. Il tempo è un qualcosa di fondamentale per un musicista: il tempo per provare le canzoni, il tempo per creare canzoni, il tempo per gestire tutto ciò che non rientra nel lato artistico dell'esperienza. Allora abbiamo pensato: perchè non mettere da parte una somma consistente di denaro e affittare una casa isolata dove poter vivere e suonare in qualsiasi momento? Si è rivelata un’ottima situazione anche perchè con pochissimi soldi siamo riusciti a pagare affitto, bollette, e il cibo necessario per sopravvivere. Non abbiamo avuto bisogno di nient'altro, nessun svago, nessuna spesa extra oltre i bisogni primari. D'altronde se si vuole raggiungere un obiettivo si deve cercare di impegnare tutto il proprio tempo al 100%.
Nel vostro album proponete il rock, l'elettronica, il Pop, l'R&B, l'IndieRock e il Rock'n'Roll. Pensate sia un vostro punto di forza o piuttosto una dispersione creativa che cade nel nulla?
Ormai siamo nel 2009, crediamo non abbia nemmeno più senso catalogare la musica secondo generi. Abbiamo deciso dunque di fare un mix di tutto quello che ci piaceva ascoltare in quel momento. Crediamo che questa filosofia la seguiremo anche per i nostri futuri album. Probabilmente c'è chi la riterrà dispersiva come maniera di vedere le cose, ma d'altronde questo è ciò che ci porta ad essere quello che siamo. Nulla può nascere dal nulla e per forza di cose sei influenzato da quello che ascolti, che vivi.
Pensate che nel mercato italiano per un tipo di proposta come la vostra possa esserci spazio?
Sicuramente potrebbe esserci spazio. In realtà potrebbe esserci spazio per qualsiasi tipo di proposta. Il problema fondamentale è che in Italia c'è poca informazione, poca scelta, poche proposte che arrivano al pubblico e poca gente che ha le palle di investire su qualcosa di diverso (e non solo in ambito musicale). Anche se è brutto da dire, in Italia c'è molta ignoranza, e l'ignoranza purtroppo porta a seguire la massa. Se ci fossero più proposte diverse tra loro veicolate dai media, qualsiasi persona potrebbe assumere una propria coscienza nello scegliere, senza pregiudizi, e potendo così espandere la propria cultura musicale, ascoltando veramente ciò che più la rispecchia.
Ultimo aggiornamento ore 16:15
