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1/11/2009

Morta a Milano Alda Merini

La poetessa aveva 78 anni

Si è spenta nella sua Milano, all'ospedale San Paolo, nel reparto di oncologia, la poetessa Alda Merini. La rappresentante della scena culturale del Novecento italiano aveva 78 anni. Alda Merini era in cura da anni nel nosocomio. Ritenuta la più grande poetessa vivente, la Merini ha lasciato al mondo un grande patrimonio culturale. Di lei sarà ricordato il carattere originale, estroso, fuori dagli schemi, oltre alla vastissima produzione poetica.

(Foto LaPresse)

"Il suo atteggiamento e la sua sensibilità - si legge in un comunicato dell'ospedale milanese - hanno lasciato un profondo ricordo negli operatori sanitari del reparto di cura di Oncologia e cure palliative al quale si è rivolta nella consapevolezza di un supporto al disagio fisico e psicologico che la malattia le ha riservato nell'ultimo periodo della sua esistenza".

Alda Merini era nata a Milano il 21 marzo 1931 e inizò a comporre le prime liriche giovanissima, a 16 anni. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romanò che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa.

"Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare colore. Mi piace cambiare di misura" aveva scelto questi versi per definirsi "la poetessa degli esclusi". Poetessa prolifica e ispirata, la sua produzione s'interrompe per un ventennio nel silenzio della clinica psichiatrica milanese "Paolo Pini", di cui è ospite dal '61 al '72.

Quando riprende a scrivere, i suoi versi sono intrisi della solitudine, a tratti disperata, di un microcosmo fatto di regole ferree e orari cadenzati. Il manicomio segna per sempre la sua esistenza e la sua opera in modo drammatico e sconvolgente; sovverte il suo universo e il ritmo cadenzato dei versi e della prosa di grande intensità. La sofferenza angosciosa, la nostalgia per le figlie, gli incubi dovuti alle pesanti terapie, il "buio dentro" tornano sempre, anche quando il Pini diventa il passato, e il presente torna a essere il suo appartamento lungo gli adorati Navigli milanesi. E' qui che i molti inferni della sua vita la portano a trascorrere una vecchiaia in estrema indigenza.

Nel 1953 pubblica la prima raccolta di poesie "La presenza di Orfeo", che ebbe subito un grande successo di critica. Il suo capolavoro è però considerato "La Terra Santa" che le è valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la Poesia. Altre sue raccolte di versi sono "Testamento", "Vuoto d'amore", "Ballate non pagate", "Fiore di poesia 1951-1997", "Superba è la notte", "L'anima innamorata", "Corpo d'amore", "Un incontro con Gesù", "Magnificat. Un incontro con Maria", "La carne degli Angeli", "Piu' bella della poesia è stata la mia vita", "Clinica dell'abbandono" e "Folle, folle, folle d'amore per te. Poesie per giovani innamorati".

Nella sua carriera artistica, Alda Merini si è cimentata anche con la prosa da "L'altra verità. Diario di una diversa" a "Delirio amoroso", a "La pazza della porta accanto" (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996),

Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall'Academie Francaise e ha vinto il Premio Viareggio. Nel 1997 le è stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.

Ultimo aggiornamento ore 18:46

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COMMENTI

05/11/09

Roberto Nicoli

C?è il Sole
Il Mare
Le vette
?e un vento nuovo,
freddo e pungente
che ti spinge...
e ti fa finalmente
V O L A R E ?
ro.
04/11/09

Robert

riposa in pace alda
04/11/09

Marco Casiraghi

Milano e l'Italia intera,ha perso una donna con un bagaglio culturale non
indifferente.
Le Sue poesie sono state lo specchio della nostra vita.
Nonostante gli anni passati al Paolo Pini,(i milanesi di una certa età sanno come e cosa succedeva all'interno di quell'inferno)questa donna è
riuscita ad emergere e ci ha insegnato il senso della vita.
Non ti dimenticherò mai.
Lassù scriverai poesie per gli angeli. Ciao riposa in pace. Marco
04/11/09

Otto Farcale

Tanto la solita: prepotente quanto stupida violenza,
sui fiori più belli
non riuscirà ad impedire che molti dei loro semi
possano germogliare nell'anima di tanta gente comune;
è così che i poeti diventeranno immortali
e avranno la propria rivincita sugli:
stupidi incauti violenti e miseri giudicanti, subito dimenticati.