Un parlamentare brillo travolge e uccide con la sua macchina un uomo, scappando senza soccorrerlo. La vedova, con la vita stravolta, si vedrà poi offrire un risarcimento in denaro. E' questo il tema di "Col piede giusto", in scena al Teatro San Babila di Milano dal 3 novembre. "Il vero punto della vicenda - dice la protagonista Amanda Sandrelli a Tgcom - è la mancanza di assunzione di responsabilità che affligge la nostra società".

La nuova commedia scritta e diretta da Angelo Longoni prende spunto da quella che è una vera e propria piaga sociale (ventimila pirati della strada ogni anno investono, feriscono o uccidono e poi scappano) per parlare di una mancanza di assunzione di responsabilità più ampia. "I personaggi - spiega la Sandrelli - in vari modi, rappresentano un po' questo. Alcuni sono di una classe sociale alta, politici. Io invece sono la moglie del morto, una romana coatta molto indurita dalla vita e molto ringhiosa. Tutto quello che avviene fa sì che emergano le meschinità e i difetti che caratterizzano tutti, trasversalmente".
Questo tipo reato, nuovo in dimensioni così ampie, è emblematico dell'inaridimento di valori della nostra società.
Il problema sta nell'esempio delle classi più alte, che non è sempre eccellente, e in un senso della giustizia che in questo Paese è difficile mantenere, perché dovrebbe basarsi sulla punibilità dei reati. Quando spesso vedi che ciò non accade e anzi sono i furbi a farla franca a dispetto degli onesti, è facile che questo modo di agire si diffonda e molto più difficile che qualcuno si prenda le proprie responsabilità.
Qual è lo scopo dello spettacolo?
Per scariscarsi la coscienza si ricorre alla scusa tremenda del "lo fanno tutti". Questo è uno dei meccanismi che invece di innescare un circolo virtuoso ne innesca uno vizioso. Questa è una commedia e quindi si ride molto ma secondo me lo si fa amaramente. Perché quello che scatena la risata sono i propri vizi, le proprie debolezze. Riderci sopra può essere il modo migliore per accettarle e pensarci.
Questa era anche la ricetta della commedia all'italiana, anch'essa andata disgregandosi...
Io trovo che il teatro sia una bella soluzione. E' uno dei luoghi ancora abbastanza liberi, dove il contatto è diretto. Ci sono dei momenti in cui parli direttamente al pubblico e lo senti. Ti rendi conto che è importante, pur senza farla troppo lunga con quelle cose da "rotture di palle" infinite. Il teatro deve principalmente divertire, ma se lo fa facendoti pensare vuole dire che c'è ancora un po' di speranza.
(nella pagina seguente Amanda Sandrelli parla della sua esperienza sul set con sua mamma Stefania)
Ultimo aggiornamento ore 12:22
