Va in scena dal 3 al 29 novembre al Teatro Manzoni di Milano "Est Ovest", con Rossella Falk, Claudio Virgilio, Claudio Bigagli e Daniela Piperno. Una piéce scritta e diretta da Cristina Comencini. "Nello spettacolo - dice la regista a Tgcom - Est e Ovest si confrontano, dimostrando che, pur da punti di partenza diversi, sono afflitti dagli stessi problemi. E il denaro è spesso al centro di tutto".

Una donna ottantenne che viva da sola con la badante ucraina, una famiglia dissestata economicamente, un'assenza tanto pesante quanto impronunciabile. E alla base di tutto il denaro, elemento imprescindibile per le fortune svanite degli uni e dei sogni di riscatto degli altri. Dopo l'esperienze di "Due partite" Cristina Comencini torna al teatro con un testo in cui si rispecchiano due mondi apparentemente distanti ma in realtà molto vicini.
"Il mondo occidentale è rappresentato da una famiglia numerosa, che è stata ricchi e ora si trova di fronte all'ultima generazione che si è venduta tutto - spiega la regista - mentre il mondo dell'Est dalla badante, qui sola. Una apparente contrapposizione ma in realtà Est e Ovest si rispecchiano negli stessi problemi, anche se sono completamente diversi come punto di partenza. La famiglia rappresenta l'Europa in senso lato: per gran parte della storia è stata ricchissima e al centro del mondo e oggi, con l'affacciarsi di nuovi paesi emergenti, sta perdendo un po' della sua granduer. La povertà del Vecchio Continente è un argomento di cui si parla molto in scena. E dall'altra parte ci sono queste persone che lasciano il loro mondo per guadagnare.
Quindi i due mondi sono più legati di quanto si pensi?
In entrambi i casi l'oggetto dei discorsi sono il denaro e i legami affettivi. Questi due elementi, pur da punti di vista diversi, sono allo stesso modo centrali. A quanti legami affettivi si deve rinunciare in nome del denaro, che da una parte sfugge e dall'altra si deve guadagnare ad ogni costo? Qui come lì è fondamentale poi il rapporto tra le generazioni. Alla fine sono più le cose simili che quelle in contrapposizione.
Ultimamente il teatro sembra attrarti molto. Cosa trovi di interessante in questo ambito?
Il teatro mi piace moltissimo. Quando ero molto giovane mi sarebbe piaciuto farlo anche a livello di attrice. Poi io sono una famiglia di cinema, scrivo romanzi, quindi la mia carriera ha preso altre strade. Però come modo di lavorare mi è molto vicino perché sia al cinema che nei romanzi parto sempre dai personaggi, prima ancora che dalla storia. Nel teatro questo è molto interessante, perché si fa sul corpo dell'attore, sulla sua voce. L'altra cosa che mi appassiona molto è il lavoro con l'attore. Queste due cose, la scrittura, la drammaturgia e il rapporto con l'attore, mi hanno portato al teatro quasi naturalmente.
(nella pagina seguente la Comencini parla della situazione del teatro italiano e di come sono nati i suoi testi teatrali)
Ultimo aggiornamento ore 08:56
