Rocca senza confini:"Ora la libera"
"Sogno di diventare atleta polivalente"
Dopo aver vinto i primi quattro slalom della stagione, Giorgio Rocca va in cerca di nuove sfide: "Se dovesse continuare così in slalom, mi annoierei - ha detto al "Corriere dello Sport" - alle finali di Coppa ad Are potrei fare tutto". L'azzurro sogna di diventare un atleta polivalente: "Ci penso da sempre. Da ragazzino sognavo di diventare come Zurbriggen: faceva tutte le specialità con uno stile molto elegante".

La polivalenza è il sogno proibito di molti campioni dello sci. Quella di vincere o comunque di essere protagonisti in tutte e quattro le discipline è però un'impresa riuscita a ben pochi, anzi in alcuni casi la voglia di concentrarsi su gare diverse ha rovinato alcuni atleti. Giorgio Rocca però non teme cali di rendimento, e a provare a fare il polivalente ci pensa sul serio. Già venerdì l'azzurro parteciperà a Wengen alla supercombinata, e proprio in combinata Rocca ha conquistato anche un bronzo ai Mondiali di Bormio. Ma nel prossimo futuro, forse già alle finali di Coppa di Aare, il campione di Sondrio ha in mente di correre anche le discese libere extra-combinata: "E' l'Olimpiade a tenere in piedi le mie motivazioni per lo slalom - ha detto Rocca - se io dovessi continuare ancora così, lo slalom per lo slalom, allenamenti e vittorie in serie, diventerei stufo. Inevitabilmente, mi annoierei e perderei smalto. Lo so, sento che è così. Ma dopo i Giochi c'è la Corea con due bei giganti, e poi le finali di Aare dove potrei fare tutto".
Un distacco netto, dunque, da Alberto Tomba, che con la velocità non ha mai avuto un grande rapporto: "Eviterei la sua scelta di specializzarsi in gigante e slalom abbandonando del tutto la velocità, perchè a me le discese piacciono. Così come non cercherei di arrivare prima alla polivalenza e poi al rendimento". Il modello è un altro, Pirmin Zurbriggen: "Quando non avevo ancora dieci anni mi perdevo davanti alla tv a guardarlo: faceva tutte le specialità e con uno stile molto elegante. Non c'era cosa più bella da guardare, e quando a Bormio nel 1985 vinse la discesa dieci giorni dopo essere operato divenne il mio idolo". Un idolo le cui imprese adesso Rocca cercherà di imitare.

