Champions,"Il Marsiglia era dopato"
I francesi vinsero nel '93 con il Milan
Calano lunghe ombre sulla vittoria della Champions League 1993 da parte dell'Olympique Marsiglia, che nella finale di Monaco di Baviera sconfisse il Milan. Jean-Jacques Eydelie, ex centrocampista di quella squadra, ha rivelato in un'autobiografia che i giocatori erano stati dopati. "La finale di Coppa dei Campioni del 1993 è stata personalmente l'unica occasione in cui ho accettato di prendere un prodotto".

"In tutti i club in cui ho giocato - ha scritto Eydelie nella sua autobiografia che uscirà il primo marzo - ho visto situazioni di doping, tranne che a Bastia". E poi: "La finale di Coppa dei Campioni del 1993 a Monaco (vinta dell'Olympique, ndr.) è stata personalmente l'unica occasione in cui ho accettato di prendere un prodotto. Ci fu una seduta obbligatoria di punture, a cui si rifiutò di partecipare solo Rudi Voeller. Durante la partita mi sono sentito diverso dal solito, il mio fisico rispondeva in modo differente sotto sforzo".
Dichiarazioni choc che per chi ama e crede in un calcio pulito, con la speranza che siano il frutto di una precisa strategia di marketing per vendere qualcosa in più. Anche perché, secondo Eydelie, a parte Rudi Voeller tutti gli altri erano dopati. E si parla di campioni come Didier Deschamps e Marcel Desailly, che poco tempo dopo divennero grandi protagonisti del campionato italiano con la maglia di Juventus e Milan. Ma anche Jocelyn Angloma, un passato con Inter e Torino, il ghanese Abedì Pele e lo stesso marcatore del gol-vittoria, Basile Boli, tutti giocatori di livello internazionale e nel giro delle rispettive nazionali.
Il Milan, comunque, non sta a guardare e della vicenda si sta occupando l'avvocato Leandro Cantamessa legale della società rossonera che affronterà la questione in tutti i suoi aspetti. Anche a distanza di 13 anni in casa Milan si chiede giustizia e chiarezza.

