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16/3/2006

Berlusconi: "Ancelotti? Decide lui"

"Servirebbe legge per tenerlo qui"

Nonostante Carlo Ancelotti abbia smentito categoricamente la possibilità di un suo passaggio al Real Madrid, Silvio Berlusconi sembra lasciare una porta aperta: "Tra noi e il Real sarà lui a decidere - ha dichiarato il patron dei rossoneri al termine della partita d'addio di Albertini - E' un tecnico molto bravo, cui vogliamo bene. Se potessi fare una legge per trattenerlo in Italia la farei. Ma siamo in democrazia".

Berlusconi (Afp)

Lontano per qualche ora dalla politica, Silvio Berlusconi si rituffa nel calcio e, complice la partita d'addio di Albertini, festeggia i suoi 20 anni di presidenza rossonera. "Stare qui è stata per me una grande emozione con questi fuochi, queste luci e questo addio che ha commosso tutti - ha commentato il premier  - È stato bello rivedere in campo i grandi nomi del Milan vittorioso su tutti i campi d'Italia, d'Europa e del mondo. È stata una serata dedicata al ricordo e alla nostalgia per quel grande Milan che quando 20 anni fa cominciai la mia avventura aveva una missione non semplice: diventare la prima squadra al mondo per vincere e per essere padrona del campo e del gioco. Il giocatore che mi ha dato la maggiore emozione? Tutti sono come figli e non puoi dire a chi vuoi più bene, sono tutte pagine di una storia assolutamente gloriosa".

Poi, su Ronaldinho: "Sarebbe un sogno veder giocarlo giocare insieme a Kakà. Perché non è vero che si sovrapporrebbero. Ci vorrebbe una legge per non far uscire Ronaldinho dall'Italia, adesso che lui è qui. Così come ci vorrebbe una legge che non permettesse ad Ancelotti di andare via". Parole che non possono insospettire quelle di Berlusconi, proprio nei giorni in cui dalla Spagna si fanno sempre più convinte le voci sul futuro madridita del tecnico di Reggiolo. "Sarà lui a scegliere tra Milan e Real, anche se ha un contratto con noi e credo che resterà". Ma, a questo punto, l'addio sembra davvero più vicino.