Anticipo derby,la Chiesa si ribella
Cardinale Tonini: "Dirigenti penosi"
La decisione di anticipare il derby a venerdì santo, giorno in cui si svolge la tradizionale Via Crucis pasquale, manda su tutte le furie alcuni alti esponenti della Chiesa: "E' sconfortante questa insensibilità del mondo del calcio - ha detto il Cardinale Tonini a "La Gazzetta dello Sport" - non c'è bisogno di essere credenti per capire che non si fanno cose del genere. Sono penosi i dirigenti che non capiscono questo".

Non è la prima volta che la chiesa si ribella per gli avvenimenti sportivi che vengono disputati nel periodo pasquale. In passato era stata la disputa del Gp di San Marino il giorno di Pasqua a mandare su tutte le furie le autorità ecclesiastiche, come anche la gara Perugia-Inter giocata due anni fa sempre di domenica. Quello del cardinale Tonini è un duro attacco: "E' una scelta stridente che non trova alcuna giustificazione. Scelte che fanno pensare. Il calcio è sport popolare, ha sempre avuto riguardo, sensibilità. Ecco perchè ci si stupisce ancora di più. Io dico che nemmeno negli Stati Uniti e in Inghilterra, dove i sentimenti religiosi sono più attenuati, avrebbero preso una simile decisione".
Meno rabbiosa, e più rassegnata, la reazione di Alessandro Maggiolini, vescovo di Como: "Ho l'impressione che in Italia si abbia vergogna di essere cattolici. Si rispettano le festività ebraiche, si rispetta il Ramadan dei musulmani, e va benissimo. Poi però votiamo la domenica delle Palme e giochiamo il derby il venerdì santo. Stiamo attenti a tutti quanti tranne a noi cristiani perchè adoriamo il Dio calcio". E c'è chi propone una soluzione di compromesso, come donare in beneficenza una parte dell'incasso.

