Juve, Moggi verso le dimissioni
Il dg "anticipa" la società
Luciano Moggi è pronto al grande passo. Dopo essere stato investito dalla bufera delle intercettazioni, il dg bianconero è sul punto di rassegnare le proprie dimissioni da direttore generale della Juventus. Il 68enne dirigente sembra intenzionato ad anticipare quando deciderà giovedì il cda del club bianconero. Intanto emerge il "metodo Gea": "Se vuoi giocare in una grande squadra devi firmare per noi".
Il benservito da parte della famiglia Agnelli è molto più di una semplice ipotesi, ma Luciano Moggi potrebbe togliere d'impiccio la proprietà e rassegnare nella giornata odierna le sue dimissioni dalla carica di dg. Un decisione meditata a lungo, divenuta ora inevitabile visti gli ultimi sviluppi. Secondo indiscrezioni gli inquirenti della Procura di Napoli sarebbero in possesso di documenti sconvolgenti che potrebbero alterare l'esito degli ultimi due campionati. Si sta per chiudere nel peggiore dei modi una storia d'amore nata 12 anni fa e che ha portato nella bacheca juventina sei scudetti, una Champions League, una Coppa Italia, una Coppa Uefa, quattro Supercoppe Italiane e una Coppa Intercontinentale. La Triade, dunque, si spezzerà, ma è tutt'altro che scontato l'addio di Antonio Giraudo. L'amministratore delegato, infatti, con il 3,6% è il terzo azionista della società, dopo l'Ifil e Gheddafi e sta trattando una buonuscita: per le sue azioni vuole 16,5 milioni di euro, oltre 16 volte la somma da lui pagata per i 4,3 milioni di titoli.
Non se la passa meglio il figlio Alessandro, coinvolto nello scandalo Gea. Secondo la Procura di Roma, che martedì ha iscritto nel registro degli indagati anche Chiara Geronzi e Franco Zavaglia, soci di Moggi Jr, con l'accusa di illecita concorrenza tramite minaccia e violenza, la società di procura sportiva ricorreva a minacce neppure tanto velate per convincere calciatori, allenatori e società a versare lauti compensi. "Vuoi giocare in una grande? Allora devi firmare per la Gea": era questo il ritornello che si sentivano ripetere un po' tutti. Sergio Cragnotti, ex presidente della Lazio, avrebbe versato nel 1997 alla Gea un miliardo delle vecchie lire per Fabio Liverani, il Parma, invece, 50 mila euro per il passaggio di Blasi alla Juventus. Era soprattutto il Perugia, come testimoniato dai fratelli Gaucci, ad avere i maggiori rapporti con la società di Alessandro Moggi.

