11/11/2007

Roma, è una serata di guerriglia

Assalto a caserma e alle strutture Coni

Dopo il rinvio del posticipo tra Roma e Cagliari, gli ultras romani hanno deciso di varare la 'notte della paura'. In centinaia si sono aggirati a lungo nei pressi dell'Olimpico, senza alcun segno di riconoscimento calcistico, prima di assaltare la caserma della polizia situata nei pressi dello stadio. Poi, dopo aver dato alle fiamme una camionetta, hanno deviato la loro furia distruttiva sulle strutture del Coni.

L'obiettivo primario, il rinvio del posticipo tra Roma e Cagliari, è stato centrato senza troppi patemi dall'orda di tifosi minacciosi che bazzicavano nelle vicinanze dell'Olimpico. Una scelta dettata dal responso pomeridiano arrivato da Bergamo e confermata dai vertici delle forze dell'ordine e del pallone. Quello che accade dopo è una drammatica 'caccia alla divisa', il concretizzarsi di un fantasma che aleggiava dalla tarda mattinata. La furia degli ultras si scatena, con le vie adiacenti lo stadio capitolino teatro di vari episodi di vandalismo e violenza: riti preparatori di una dichiarazione di guerra ben più grave. Sono quasi tutti romanisti, reduci dal rinvio della gara prevista per la serata, ma anche i laziali sembrano essersi uniti allo sciame: cassonetti dati alle fiamme, macchine capovolte. La morte di Gabriele Sandri ha dato il via alla guerra totale e l'escalation è un copione già scritto, con la polizia e tutte le forze dell'ordine messe nel mirino di un intero mondo.

La prima caserma a finire sulla lista nera è quella di via Guido Reni, più per una questione di vicinanza che per valutazioni di sorta. Nell'incursione restano feriti sei vigili urbani e decine di rappresentanti della polizia, con due arresti tra gli ultras inferociti a corredo di questo primo affondo della serata. Uno dei feriti è stato colpito da una grossa pietra al costato ed è stato trasportato in ospedale: la sinistra vicinanza ai fatti di Catania dà un retrogusto ancora più amaro alla vicenda e lascia dietro di sè la sensazione che il rischio di un'altra tragedia sia tutt'altro che remoto. Ma i tifosi non si placanoe passano a via Fuga, altra caserma capitolina. L'altra istituzione da colpire è il Coni, in rappresentanza di tutto il calcio italiano, connivente con il banditismo, a detta dei teppisti, di cui è accusato lo Stato. In centinaia assediano la sede romana, con le guardie di sorveglianza, rigorosamente disarmate, barricate all'interno e i tifosi a devastare le strutture. Quindi, si sono trincerati, usando transenne e cassonetti, all'interno della zona dell'Olimpico, quasi a voler affermare una sorta di proprietà morale di quella parte della città. Bombe carta, scene di distruzione, vandalismo e rabbia omicida. Questa è Roma sul finire di una giornata drammatica e triste, in cui un ragazzo è sparito senza un senso e la follia ha avuto ancora ragione delle persone per bene.