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Fiction, arriva il "Ciclone" Boldi
L'attore debutta in film tv di Vanzina
In attesa di tornare in tv con Scherzi a parte, Massimo Boldi debutta nella fiction come protagonista di Un ciclone in famiglia, miniserie in onda dal 18 gennaio in prima serata su Canale 5 con la regia di Carlo Vanzina. "E' una fiction un po' anomala. Sono quattro film con un'unica storia che piano piano viene svolta nel corso delle varie puntate", spiega l'attore. "E' una grossa novità, sia per noi che l'abbiamo fatta sia, spero, per il pubblico".

Prodotta per Mediaset da Enrico e Carlo Vanzina, la serie, interpretata insieme a Boldi da Barbara De Rossi, Maurizio Mattioli, Monica Scattini, Sarah Calogero, Edoardo Natoli, Benedetta Massola, racconta le vicende delle famiglie Fumagalli e Dominici, lombarda e borghese la prima, romanissima e rumorosa la seconda. Conosciutisi casualmente in vacanza, i due clan vedono i loro destini incrociarsi a causa dell'amore fra i rispettivi figli, Ludovica e Alessio: un'inaspettata gravidanza da' il via ad una serie di rocambolesche avventure.
"In passato", rivela Boldi, "non pensavo di fare una fiction, perchè non mi interessava. Anche i miei colleghi mi consigliavano di fare il prezioso. Poi ho capito che era arrivato il momento, mi sono reso conto che potevo dare un po' di più". L'attore racconta inoltre di essersi cimentato nelle riprese di Un ciclone in famiglia soltanto quindici giorni dopo la scomparsa della moglie: un impegno, quindi, che lui definisce "salutare", perchè gli ha dato l'opportunità di non pensare al dramma che stava vivendo. "I due clan protagonisti della storia", interviene Mattioli, "sono molto diversi fra loro, ma hanno in comune un grande senso della famiglia".
Presentata anche a Buona Domenica, a proposito della quale Boldi commenta: "Ci aspettavamo un po' più di signorilità, ci avevano detto che avremmo avuto a disposizione venticinque minuti, invece ce ne hanno concessi solo quattro", non è escluso che la serie abbia un seguito: "Se gli ascolti dovessero andare bene, potremmo pensare ad andare avanti", conclude Enrico Vanzina.
