I PIU'CERCATI
"Servono milioni per la bonifica"
Isola dei Famosi, Ennio parla a Tgcom
C’è del marcio davanti all’Isola di Famosi, un marcio sottoforma di cenere grigia scaricata negli ultimi mesi sulle coste di Samanà e Manzanillo. Probabilmente se la location della terza edizione del reality show non fosse stata ancora una volta nella Repubblica Dominicana il termine rockash sarebbe rimasto sepolto oltreoceano. Invece il rockash fa paura soprattutto a chi sulle quelle coste vive da anni e ci vivrà anche il giorno in cui si spegneranno i riflettori della trasmissione.

E’ il caso di Ennio, l’italiano che sette anni fa ha salutato l'Italia per trasferirsi ai Caraibi, sogno di chissà quanti connazionali. Nel passaggio dal sogno alla realtà Ennio si è trovato in un incubo, avendo che fare con tonnellate di polvere grigia potenzialmente micidiale. A lui il merito di aver sollevato il “polverone” – mai termine appare più azzeccato - con un messaggio su un forum Rai. “Il problema esiste da due anni ormai – dice il nostro interlocutore al telefono – e la presenza di una trasmissione italiana per noi rappresenta un’opportunità per attirare l’attenzione su quanto stiamo vivendo”.
A che punto stanno le cose?
”Quella polvere è pericolosa, il governo ha annunciato la sua rimozione ma non ha i soldi per poterlo fare”
Lei ha visto i depositi di rockash?
”Ci sono molti filmati sulle televisioni locali che riprendono quelle zone. Si tratta di polvere grigia, una specie di cenere scaricata a partire dal 2003 a Samanà e Manzanillo, sulla costa Atlantica. Tutto arriva da Porto Rico, considerata da sempre la discarica degli Stati Uniti. Due anni fa quella roba è giunta anche da noi, con un’autorizzazione firmata dall’allora sottosegretario all’Ambiente, attualmente sotto inchiesta”
In giro per la Rete si avanzano dubbi sulla pericolosità di quel materiale
”La zona è stata oggetto di studio dell’Università di Santo Domingo che stabilì la composizione chimica del rockash (che molti chiamano anche flyash). Le prime che mi vengono in mente ora sono vanadio, cromo e smeriglio. Sostanze nocive per l’uomo. L’esito delle analisi compiute dall’Università fu confutato dalle ricerche effettuate dal governo dell’epoca. Ora su tutto c’è un processo pendente. Fernandez, il nuovo presidente della Repubblica, eletto nelle file del Fronte di Liberazione Dominicana ha già visitato la zona e ha deciso che quel materiale va rimosso”
Ma mancano i soldi…
”Si parla di una cifra pari a dieci milioni di dollari per bonificare la zona”
La popolazione come vive questa situazione?
”Aumentano i casi di problemi respiratori, malattie delle pelle, si sente parlare sempre più di decessi per cancro. Anche su questo indaga la magistratura. Bisogna calarsi nella vita dominicana: da queste parti quella che in Italia passa sotto il nome di “coscienza ambientalista” è solo ai primi passi. Secondo un sondaggio effettuato lo scorso anno, il 63% della popolazione dice che quella roba va rimossa ma ben il 21% sostiene che potrebbe benissimo rimanere anche lì dov’è ora. Capisce? Così la presenza della trasmissione italiana nella baia di Samanà diventa una chances per far parlare della vicenda. Servono pressioni internazionali affinché il caso si risolva”
Processi in corso, mobilitazione popolare ma la polvere grigia non si tocca
”E’ un problema vivo. Gli studi hanno evidenziato l’alta volatilità di questa cenere che, se respirata, dall’essere umano diventa pericolosa. Detto questo, si tenga presente il fatto che la polvere è su un versante della baia lontano un paio di chilometri dal set dell’Isola ma direttamente sul mare. Un colpo di vento sposta rockash in acqua. E se pensate che l’anno scorso da noi c’è stato l’uragano Jeanne potete ben immaginare che fine abbia fatto quella roba”.
Sauro Legramandi
