I PIU'CERCATI
Digitale, Antitrust vs Berlusconi
Bonaiuti: "Non c'è conflitto"
L'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha aperto un procedimento per conflitto di interesse sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per gli stanziamenti sull'acquisto dei decoder. Immediata la replica di Bonaiuti: "Siamo sicuri che in quella sede sarà dimostrata tutta l'inesistenza del conflitto di interessi". Per il fratello del premier si tratta di: ""Una strumentalizzazione ridicola, fatta in malafede".

Così Paolo Berlusconi definisce l'apertura dell'indagine da parte dell'Antitrust sul fratello Silvio per conflitto di interessi sui decoder, anche se - dice - "sono certo che (il governo, ndr) dimostrerà in modo inequivocabile l'inconsistenza delle accuse". "La verità è che nel 2004 la Solari (la società di cui fa parte Paolo Berlusconi e che commercializza, tra l'altro, i decoder, ndr) fatturava 146 milioni di euro mentre quest'anno chiuderà il bilancio a quota 200 milioni - afferma -: non c'è stato alcun raddoppio. In tutto il 2005 dalla vendita di questi benedetti decoder la Solari ha ricavato 6 milioni di euro: 6 su 200 milioni, il 3% se non sbaglio".
La vicenda, che riguarda un'azienda che produce decoder e i cui prodotti sono distribuiti da una società che fa capo a Paolo Berlusconi, era stata posta già ad ottobre da alcuni esponenti dell' Unione, tra cui il senatore della Margherita Luigi Zanda.
L'ultimo atto, quello che ha dato spunto all'apertura del procedimento dell' Antitrust, è un esposto dell' Unione di due giorni fa. "Con la fiducia sulla legge finanziaria, l'on. Berlusconi si è assunto la responsabilità di atti governativi a favore anche del fratello": così spiegavano in una nota i presidenti dei gruppi dell'Unione alla Camera dei deputati, annunciando di aver presentato all'Antitrust un esposto sull'argomento. L' indice è puntato sulla questione di fiducia, decisa dal Consiglio dei ministri il 14 dicembre e votata dalla Camera dei Deputati nella seduta del 15 dicembre, su un maxiemendamento sostitutivo del'intera legge finanziaria, "comprendente contributi pubblici per l'acquisto dei decoder per il digitale terrestre, distribuiti e commercializzati in Italia anche da una società controllata dal signor Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio dei ministri".
