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12/1/2006

"Porterò in pista i politici"

Carlucci: "Magari con un mini torneo"

"Per la prossima edizione potremmo ideare un mini torneo per i politici", azzarda Milly Carlucci che è già al lavoro alla terza edizione di Ballando con le stelle. "Mi piacerebbe farli ballare - rivela la conduttrice a Tgcom - perché la danza è un fatto anche istintivo che fa emergere la parte emotiva. I politici invece sono razionali". E per una volta è lei a dare i voti ai suoi giurati: "Il migliore è stato Roberto Bolle", ci racconta.

Quali politici le piacerebbe portare in pista?
Willer Bordon e Daniela Santanchè se la sono cavata egregiamente ballando con i nostri maestri  a Porta a Porta. Mi piacerebbe far ballare i politici perché la danza nasce da dentro, è un fatto anche istintivo che fa emergere verità sepolte, il lato inedito e vero di una persona. Loro sono abituati invece a privilegiare il loro lato razionale. Ballando prevede tre mesi di prove, nel caso dei politici sarebbe molto difficile, magari potremmo pensare a un mini torneo.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera ha titolato: con Milly vincono le buone maniere.
Mi ha fatto piacere, è stato un bel complimento. Non è vero che per essere interessanti in tv si debba essere litigiosi e alzare la voce. C'è chi lo fa, puntando su un'idea di trasgressione che oggi secondo me va ribaltata: oggi trasgressiva è la normalità.

Si sente un po' un'icona del bon ton televisivo?
No, quello no. Però credo che la televisione possa vivere con una serie di verità parallele, ci sono persone che danno in escandescenza e altre che adottano semplicemente uno stile più sobrio.

Richard Gere in Shall We Dance riscopre la gioia di vivere frequentando una sala da ballo. Quale star americana le piacerebbe chiamare a Ballando?
John Travolta e lo stesso Richard Gere. Il primo è ormai un'emblema, indimenticabili i suoi passi nella Febbre del sabato sera e Gere che ha dato prova di grande professionalità non solo in Shall We Dance ma anche nel musical Chicago. Li vorrei come presidenti di giuria, ma costano troppo.

A proposito di giurati, alcuni come Amanda Lear, sono stati un po' severi nelle votazioni e a volte contestati dal pubblico. Dia lei un voto ai suoi giurati.
Mi è piaciuto molto Roberto Bolle perché è stato sempre preciso nel dare i voti giustificandoli grazie alla sua competenza tecnica. Credo sia gratificante per chi gareggia sapere perché arriva un voto piuttosto che un altro.

La televisione di oggi è invasa dai reality. Secondo lei perché riescono ancora a tenere così acceso l’interesse del pubblico?
Stavo proprio leggendo un rapporto sulla stagione televisiva da cui emergeva questo fatto: il reality è ormai un fenomeno mondiale che a mio avviso, in paesi come l'Inghilterra per esempio, spinge troppo sugli aspetti morbosi. Certo il reality fotografa la vita con i suoi imprevisti, è un po' una fiction non scritta, almeno mi auguro. Crea interesse per questo.

Lei ha detto: mi guardo intorno, prendo spunto per il futuro ho già qualche idea. A cosa si riferiva?
Sicuramente a Ballando con le stelle, a cui torneremo a lavorare per la terza stagione cercando di percorrere sempre nuove strade.  

I suoi prossimi impegni televisivi.
Condurrò qualche speciale, Ballando è stato un lungo impegno.

E' anche candidata ai Telegatti come personaggio femminile dell'anno.
Sì, quello che mi dà gioia è l'affetto del pubblico. So che il sabato sera la gente formava gruppi di ascolto davanti alla televisione per seguirci. Una grande soddisfazione.

Federico Pini