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11/10/2006

Test antidroga, Iene: altri servizi

"Speriamo di poterli trasmettere"

"Chi ha alzato il polverone ha paura. Solo chi ha vergogna delle proprie azioni ha paura". Così in diretta le Iene hanno commentato il caso sollevato dal test antidroga su 50 politici (sedici onorevoli sono risultati positivi, dodici alla cannabis e quattro alla cocaina) di cui il Garante ha bloccato la messa in onda. Ci sono pronti altri servizi di questo tipo che riguardano altre categorie. "Speriamo di poterli trasmettere", dicono.

Il test antidroga trasmesso nella prima puntata della decima serie delle Iene non è stato dunque quello fatto ai parlamentari ma a frequentatori di una discoteca, con identiche garanzie per coprire l' identità delle persone testate. Risultato: uno su due dei 40 sottoposti all' analisi è risultato positivo alla cocaina.

"La prossima settimana faremo il possibile per farvi vedere anche i nostri parlamentari", hanno detto Paolo e Luca chiudendo il servizio. Prima avevano mostrato spezzoni della puntata di Porta a Porta dedicata al caso. C' era la testimonianza del tecnico della casa produttrice dei test, che spiegava, tra l' altro, come il "tampone antidroga" sia attualmente in uso delle polizie provinciali di Brescia, Milano, Modena. Paolo e Luca avevano poi spiegato "il putiferio" scatenatosi nelle fila dei politici. Tra le varie dichiarazioni politiche avevano citato l' on.Bocchino che chiedeva la distruzione del test fatto a lui, affermando: "Non possiamo distruggerlo, perché neanche noi sappiamo qual è".

Le Iene hanno poi spiegato come in dieci anni di trasmissione hanno sempre reso irriconoscibili, per garantirne la privacy, tutte le persone oggetto dei loro assalti. Tra gli altri, uno scafista tunisino intervistato subito dopo l' ennesimo sbarco. Subito prima del servizio sui test antidroga, le Iene avevano comunque mandato in onda un servizio registrato davanti a Montecitorio.

Chiedevano a parlamentari di entrambi gli schieramenti, questa volta non oscurati e con nome e cognome, cos' è la Consob? Chi è Mandela? Dov'è Guantanamo? Le risposte erano più imbarazzanti di un test antidroga. La deputata di Forza Italia Elisabetta Gardini, ad esempio, non ha saputo rispondere al quesito sulla Consob. "Cos'è? Me lo dica lei", ha risposto con aria imbarazzata. 

''Abbiamo fatto decine di servizi in questi anni - ha spiegato il papà delle Iene Davide Parenti - cancellando sempre i volti delle persone coinvolte. Una delle nostre prime inchieste era sul mercato dei motorini rubati: ebbene, abbiamo trovato un ladro che vendeva un motorino quasi nuovo, ovviamente rubato, e perfino quello aveva il volto schermato. Per non parlare dei guaritori filippini, dal mio unto di vista veri gangster che speculano sul cancro, la paura della morte e la buonafede: neanche loro erano riconoscibili. Potrei continuare con le patenti false e gli infermieri che vendevano i morti alle agenzie di pompe funebri. E per finire con gli esempi, Amedeo Goria che fa le sue avances era stato schermato e la sua voce contraffatta. Poi si è scoperto, ma non a causa nostra. Ovviamente - conclude Parenti - anche questo servizio era stato costruito senza violare la privacy di nessuno. Pazienza.".