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I PIU'CERCATI

15/5/2007

Una Donnavventura infinita

Al via le nuove selezioni

19 anni di trasmissioni, oltre 50 nazioni paesi visitati, 40.000 richieste ogni anno, 155.000 km macinati negli ultimi sei anni, più di 100 ragazze partite. Questi i numeri di Donnavventura, la trasmissione televisiva dedicata ai viaggi e ai reportage in onda su Retequattro. Il Tgcom è andato ad intervistare il curatore e ideatore del programma, Maurizio Rossi, che ci svela qualche segreto, alla vigilia dell’apertura delle selezioni per la nuova edizione, che si terranno al Rimini Wellness, dal 17 al 20 maggio.

Come avviene la selezione delle ragazze, e perché quest’anno c’è anche zampino dell’Esercito Italiano?
Sì, capisco che possa sembrare strano, ma in realtà il contributo dell’Esercito è davvero importante, perché ci stanno aiutando ad allestire un ampio spazio al Rimini Wellness, da destinare interamente alle prove. Il primo step della selezione è un vero e proprio provino televisivo ma le ragazze devono essere rigorosamente acqua e sapone, proprio come saranno durante il viaggio.

Ma cosa devo essere in grado di fare le ragazze?
Chiederemo alle candidate di scrivere un reportage, che sarà parte integrante del loro lavoro durante tutto il viaggio. A conclusione di ciascuna delle cento giornate, infatti, le ragazze selezionate dovranno raccontare al pubblico la loro esperienza, mettendo nero su bianco emozioni, sensazioni e difficoltà incontrate.

Sì, ma cosa c’entra l’Esercito con le prove di scrittura, voglio dire, come riuscite a capire se le ragazze possono davvero farcela e se hanno la stoffa per partecipare a Donnavventura?
Ovviamente alle selezioni metteremo a dura prova anche la loro resistenza fisica. A questo proposito abbiamo allestito due piscine olimpioniche, vuotate dell’acqua e attrezzate ad hoc per l’occasione: in una ci sarà del fango, e le ragazze dovranno spalmarsi pancia a terra nella melma, per poi finire nell’altra piscina, non senza passare da un bel getto di acqua gelida proveniente da un idrante. L’addestramento delle cento ragazze proseguirà per altri tre giorni a giugno, tra quad e percorsi in montain bike nella scuola militare La Thuile in Valle d'Aosta a cui ne seguiranno altri otto giorni, esclusivamente per le ultime quindici.

Bene, quindi fate proprio sul serio. Come mai, secondo te, quest’anno la meta più votata dal pubblico di internet è stata la Malesia?
Beh, come tutti gli anni, è il pubblico che decide, e l’oriente ha avuto la meglio. In realtà c’è stato un testa a testa Malesia-Cina. Complice anche il cinquantenario dell’indipendenza, alla fine la Malesia è risultata vincente.

E allora a quando la Cina?
Eh, forse riuscirà a spuntarla il prossimo anno, in occasione delle Olimpiadi, ma certamente non sarà facile ottenere tutti i permessi necessari e prendere accordi.

Che tipo di accordi?
I nostri sono viaggi d’avventura e non ci muoviamo seguendo le ombre del turismo di massa. Ma è pur vero che, proprio per questo, la collaborazione con ambasciate e consolati risulta cruciale. Dunque, viaggi quasi estremi, ma sempre al massimo della sicurezza personale.

Se dovessi fare tu una classifica delle mete finora visitate da Donnavventura, quali metteresti sul podio?
Al primo posto metterei senz’altro il Sud America, nella parte sconosciuta al turismo di massa. Ci sono posti davvero fantastici, e la Bolivia, le Ande, il Cile e l’Argentina sono tra le terre più belle che io abbia mai visto.

E ce n’è qualcuna che ha disatteso le tue aspettative?
Mi ha deluso l’Australia, il posto più agognato e sognato, ma anche quello più turistico e meno selvaggio. Il contatto con la natura è a portata di tutti, ed il paesaggio è troppo moderno e sostanzialmente poco avventuroso.

E' mai capitato che una ragazza decidesse, nel bel mezzo del viaggio e, per così dire, “fuori copione”, di levare le tende e tornare a casa ?
Certo che sì, capita ogni volta, ed è proprio per questo che ci sono le riserve. Come in Amazzonia, in piena notte una delle ragazze piomba da me in lacrime, voleva tornare a casa, stremata dai ritmi di lavoro imposti. Mi sono occupato dell’organizzazione del suo viaggio di ritorno il mattino seguente, e, al più presto, la ragazza sarebbe tornata in Italia nel giro di cinque giorni. Tutto pronto: un volo in partenza dall’aeroporto a noi più vicino, la sostituta accorsa in tempi record, e la ragazza non vuol più partire. In quei giorni evidentemente aveva assaporato lo spirito del viaggio e, con un passo sull’aereo e l’altro ancora in Sud America, aveva cambiato idea. Peccato che ormai i giochi fossero fatti, e non è stato possibile far altro che rispedirla a casa, come aveva chiesto. Ora lei continua a presentarsi a tutte le selezioni, sperando di essere scelta di nuovo.

Ma perché un viaggio tutto al femminile?
L’idea nasce con “Protagonista Donna”, quando seguii nel deserto la Parigi-Dakar con una squadra di sole donne. Da quel momento ho sempre creduto nella formula femminile. Ma una formula fatta di donne molto resistenti, e questo emerge già durante il casting, molto simile ad una prova di forza, da selezione darwiniana, tipicamente naturale.

Qual è il successo di questo programma?
Il segreto sta nelle protagoniste del programma, ossia le ragazze. A differenza degli altri reality, le ragazze di Donnavventura sono vere. Scegliamo gente comune, bella dentro e con un spiccato spirito di adattamento. Sono convinto che da casa si immedesimino in loro, anche perché può partecipare chiunque, qui le raccomandazioni non c’entrano.

di Alessia Gabrielli