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8/12/2007

La7 sospende Luttazzi

Decisione presa dopo insulti a Ferrara

Decameron, il programma di Daniele Luttazzi in onda il sabato su La7, è stato sospeso. La decisione è stata presa dalla stessa emittente ed è stata motivata con le offese e le volgarità rivolte a Giuliano Ferrara nella puntata di sabato scorso, andata in onda in replica anche giovedì. Nel pomeriggio la risposta di Luttazzi: "Sono sbalordito. In Italia non è possibile fare satira libera''.

Nella nota emessa dall'emittente si parla di espressioni usate "palesemente in contrasto con la satira" e di "provocazione alla dignità di un nostro collaboratore". Motivazione che non piace a Luttazzi. "Antonio Campo Dall'Orto (direttore de La7, ndr)", dice il comico "ha sospeso il programma senza una spiegazione valida. Mi ha detto che è rimasto colpito da un monologo satirico grottesco che lui ritiene un insulto ma che oggettivamente non lo è, per cui mi aspetto una scusa migliore". E aggiunge: "Campo Dall'Orto ha deciso e mi ha dato la notizia mandandomi un sms: non mi sembra molto corretto. Ma se viene mal consigliato deve essere aiutato a decidere meglio perchè la sua impressione, ripeto, non è corretta''. Poi chiarisce che a quanto gli risulta Campo Dall'Orto non ha mai sentito Giuliano Ferrara e che "quindi non si è nemmeno offeso il diretto interessato''. 

Giuliano Ferrara

Tornando alla puntata presa di mira, il comico ha commentato che l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ''ha avuto il coraggio di dire che lui, in fondo, era contrario alla guerra in Iraq''. Nonostante i quattro anni di conflitto e le migliaia di vittime tra i soldati americani e decine di migliaia tra i civili iracheni. ''Come si fa a sopportare una cosa del genere?'', si è chiesto Luttazzi. Utilizzando ''un proprio sistema''. E cioè pensare ''a Giuliano Ferrara dentro la vasca da bagno'', con Berlusconi, Dell'Utri, Previti e la Santanchè che compiono su di lui atti volgari raccontati in maniera esplicita dallo stesso presentatore. Secondo Luttazzi: "si tratta di un'immagine in una articolata pagina di satira che si lega alla tradizione di Ruzzante e che era collegata ad Abu Ghraib. Un monologo a cui ho lavorato un anno e mezzo''. Rimane solo un dubbio: perché l'emittente decide di sospendere Daniele Luttazzi solo dopo la replica andata in onda 5 giorni successivi alla puntata di sabato? Come dire: sabato non era così volgare, mentre invece il giovedì sì. Strana come giustificazione. Conclude Luttazzi: "Anche se so che non andrà in onda sto lavorando alla prossima puntata''. Puntata, è forse qui sta il nodo del vero stop, dedicata all'enciclica del Papa. 

"Con Daniele Luttazzi", si legge sempre nella nota dall'emittente, "è stato stipulato un contratto che garantiva la sua più totale libertà creativa, come dimostrato dalle puntate fin qui andate in onda. Di questa libertà",  prosegue la nota, "era necessario fare un uso responsabile, cosa che non è avvenuta. La7", conclude "si riserva anche di considerare la questione sotto il profilo legale per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di libertà e responsabilità verso le persone così come verso il pubblico''.

Luttazzi era tornato da tre settimane in tv dopo il cosiddetto 'editto bulgaro' di Silvio Berlusconi nel 2002 che aveva provocato il suo allontanamento dalla Rai dove aveva condotto il programma Satyricon. In una puntata di Anno Zero Michele Santoro ne aveva chiesto il ritorno e Luttazzi aveva scherzato su questa richiesta proprio nello spot che annunciava il suo ritorno su La 7.

Alberto D'Amico