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20/11/2007

Italia, occupati al massimo storico

Ma crescono anche precari e atipici

L'Italia ha raggiunto il massimo storico di occupati nel 2006, superando quota 23 milioni. E il tasso di disoccupazione è sceso al gradino più basso di tutti i tempi, pari al 6%. La tendenza, confermata anche nei primi due trimestri del 2007, assume carattere strutturale a fronte di una ripresa sostenuta della crescita economica. A segnalarlo è il rapporto Isfol 2007.

La metà dei nuovi posti di lavoro nel 2006 è a termine (+9,7% rispetto al 2005), mentre sul totale degli occupati la quota del lavoro dipendente a tempo nelle sue molteplici forme copre il 20%. Il lavoro atipico riguarda tra i 3,5 e i 4,5 milioni di lavoratori e il 48% di tali rapporti di lavoro è stato già rinnovato almeno una volta. "Si va configurando un lavoro di serie A e un lavoro di serie B" ha osservato il presidente dell'Isfol, Sergio Trevisanato, presentando il rapporto.

Tra gli occupati italiani, il fattore di maggiore insoddisfazione riguarda la mancanza di prospettive di carriera (54,5%) e tale percezione è peggiorata nel tempo.

Il tasso di attività dei soggetti tra i 55 e i 64 anni è del 33% in Italia (lontana dall'obiettivo di Lisbona del 50% al 2010), in lento ma progressivo aumento dal 2001. Nel 2006 gli over 55 facenti parte della popolazione attiva sono 2,3 milioni. Quanto alla formazione, da segnalare il boom di crescita dei laureati dopo l'introduzione della laurea breve: nel 2006 a conseguire un titolo di studio universitario sono stati in 300mila, centomila in più rispetto a 4 anni prima. Seppure il tasso di diplomati sia in aumento (75,5% della popolazione giovanile), l'Italia resta al di sotto del benchmark europeo che è pari all'85%.