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9/4/2008

Fmi: Italia a crescita quasi zero

Nel 2008 e 2009 Pil fermo allo 0,3%

Il Fondo Monetario Internazionale vede nero nel futuro dell'economia in Italia. Il Pil avrà una crescita molto vicina allo zero sia nel 2008 sia nel 2009, con un modestissimo 0,3%. Sarà una brusca frenata dunque per l'azienda Italia, che viene da un 2006 a +1,8% e da un 2007 a +1,5%. Il rapporto deficit/Pil si manterrà al 2,5% sia quest'anno sia il prossimo, mentre il debito resterà a livelli molto alti: 103,6% quest'anno, 104% nel 2009.

Le ultime stime sul trend dell'economia sono state pubblicate sul World Economic Outlook. Lo scorso ottobre il Fondo per il nostro Paese aveva previsioni decisamente più ottimistiche: vedeva una crescita dello 0,8% per quest'anno e dell'1% per il 2009.

DEBITO SEMPRE AI MASSIMI, INFLAZIONE INTORNO AL 2%
Il debito pubblico dovrebbe invece scendere al 103,6% del Pil nel 2008 dopo il 104% del 2007 e al 106,5% del 2006 per poi risalire lievemente al 104% nel 2009. Secondo i conti del Fondo, la dinamica dei conti pubblici dovrebbe portare il debito pubblico al 102,6% nel 2013. La frenata dell'economia non dovrebbe invece attenuare la corsa dei prezzi al consumo che aumenteranno del 2,5% nel 2008 contro il 2% del 2007 per scendere all'1,9% nel 2009. Dovrebbe invece proseguire la parabola discendente del tasso di disoccupazione che nel 2007 si è assestato al 6%. Gli economisti del Fondo vedono un calo del tasso al 5,9% nel 2008 e al 5,8% nel corso del 2009.

Si accentuerà infine la predisposizione al risparmio degli italiani con il tasso di risparmio previsto in crescita al 19,5% del Pil nel 2008 dal 19,3% del 2007 con un'ulteriore accelerazione al 19,7% nel 2009. Cresceranno rispetto al 2007 anche gli investimenti: le proiezioni del Fondo li vedono al 21,9% del pil nel 2008 (dal 21,6%) e al 22% nel 2009.

CONTI PUBBLICI IN MIGLIORAMENTO
Il Fondo monetario riconosce all'Italia e alla Germania di aver contribuito, con riduzioni del deficit di oltre 1 punto percentuale, a far scendere il livello medio di decifit nell'Eurozona di quasi un punto percentuale allo 0,6% nel 2007. "Questo miglioramento ha rappresentato un importante passo in avanti verso il traguardo della sostenibilità e ha rafforzato la credibilità del nuovo Patto di stabilità e crescita dopo vari sforamenti della soglia massima del 3% del deficit rispetto al Pil ad opera di vari Paesi dell'area". Il recente consolidamento fiscale, prosegue l'analisi del Fondo, ha creato spazio per manovre fiscali controcicliche. "Per il 2008 ci si attende un nuovo aumento del deficit di mezzo punto percentuale a causa del rallentamento dell'economia, ma anche in virtù di un aumento dei deficit strutturali in Germania e Italia e di un declino del surplus strutturale in Spagna. I Paesi che sono già vicini ai loro obiettivi di medio termine indicati nei loro programmi di stabilità potrebbero permettere ai loro stabilizzatori automatici di funzionare appieno per contrastare la crisi mentre i Paesi che sono vicini al limite del 3% come la Francia, l'Italia e la Grecia, dovrebbero limitare il funzionamento degli stabilizzatori automatici a meno che vi sia una vera e propria recessione, nel qual caso il patto di stabilità consente uno sforamento temporaneo del limite". L'Fmi mette però in guardia dai nuovi pericoli sul fronte conti: secondo gli esperti del Fondo i progressi ottenuti con dura fatica negli ultimi anni non devono essere messi a rischio, considerando come i cambiamenti demografici in Europa stiano cambiando la struttura costi del sistema sanitario e previdenziale.

CRESCITA MONDIALE IN FRENATA
Rallenta un po' tutta l'economia a livello globale per la crisi dei mutui subprime secondo le stime Fmi. Nel 2008 il Pil del mondo salirà solo del 3,7%, cioè lo 0,5% in meno rispetto alle previsioni di gennaio."Ci sono il 25% di possibilità che la crescita mondiale scenda al 3%, o sotto, nel 2008 e nel 2009, e questo equivale a una recessione globale". L'economia statunitense finirà "in una recessione leggera" nel 2008, cioè registrerà due o più trimestri di contrazione dell'economia. Il Pil Usa quest'anno salirà solo dello 0,5% e, sottolinea l'Outlook, nel 2009 ci sarà una "modesta ripresa". L'Italia sarà il fanalino di coda di Eurolandia, che quest'anno vedrà rallentare la sua crescita all'1,4%. In una situazione così difficile, l'Fmi sottolinea che ormai c'è psazio per un taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea.