I PIU'CERCATI
I centimetri arrivano dalla Rete
Il pene si "allunga" via Internet
I maschi finiscono nel mirino delle e-mail spazzatura. O meglio: di un certo tipo di marketing che punta sulla più antica ossessione dell'uomo, la lunghezza del pene, per vendere prodotti di varia natura accompagnati dalla promessa di far raggiungere all'organo lunghezze mirabolanti in breve tempo.
Le caselle di posta elettronica degli americani, ma il fenomeno è diffuso anche da noi, sono periodicamente invase da messaggi dai titoli ambigui come "espandi i tuoi orizzonti": il testo poi propone l'acquisto di pillole o prodotti di erboristeria a base di varie sostanze, dal gingseng alla soia, che promettono fino a dieci centimetri di lunghezza in più in soli quattro mesi. Inutile dire che non si sono prove in grado di confermare il risultato e che questi prodotti non sono stati testati e riconosciuti come farmaci dalle autorità competenti. Il fenomeno ricorda da vicino quello delle diete mirabolanti che promettono dimagrimenti significativi senza sforzi e con l'assunzione di poche pillole, salvo poi rivelarsi inefficaci e pericolose per la salute. In questo caso il messaggio commerciale fa leva su una delle ossessioni più ataviche del maschio: la misura del pene è indice di virilità, coraggio e predominio. In sessuologia l'ansia maschile a proposito delle dimensioni del pene ha un nome: si chiama "sindrome di Polllicino". Al problema contribuisce anche il fatto che gli uomini, almeno gli eterosessuali, non hanno molte occasioni di confrontare altri organi maschili con il proprio. Al di là di qualche incontro in palestra, spesso l'unico termine di paragone è il pene delle pornostar. E il confronto spesso è traumatico.
Chi invia le e-mail spazzatura sostiene di aver ricevuto, per alcuni tipi di prodotti, fino a 90 milioni di ordini. Di fatto sono dati difficili da verificare, considerando che chi fa spamming preferisce mantenere l'anonimato. Secondo la rivista Wired, in ogni caso, le persone che hanno ordinato sul Web pillole per il pene sono alcune migliaia, spendendo anche 100 dollari per due flaconi di pastiglie. In ogni caso vale sempre la vecchia norma: mai fidarsi di chi promette mari e monti e fare attenzione alle sostanze che si assumono. Oltre a non esserci alcuna prova della loro efficacia, possono essere gravemente dannose per la salute. Un recente studio britannico sulla disfunzione erettile ha poi messo in luce il fatto il problema causa sempre forte stress agli uomini che ne soffrono, ma ne risentono maggiormente coloro che hanno preso un farmaco senza averne ottenuto benefici. Gli uomini coinvolti nell'indagine avevano ricevuto in precedenza un trattamento con il Viagra credendo fermamente di poter risolvere i loro problemi in modo facile e automatico. La delusione ha comportato invece una grave forma di stress e perdita di autostima.
