Mettiamola così: se Dante avesse avuto la possibilità di fare un giro nel Sud del Pacifico difficilmente avrebbe resistito alla tentazione di riprendere quelle atmosfere per scrivere il suo Paradiso. Esageriamo? Solo fino a un certo punto, perché se è vero che l'immaginario collettivo dipinge la Polinesia come isole da sogno, con una natura incontaminata, dal mare cristallino, una volta toccata con mano quella realtà si capisce subito che le isole sono davvero da sogno, la natura è assolutamente incontaminata e il mare è incredibilmente cristallino.

Per non parlare di flora, fauna, dell'accoglienza della gente e del clima ideale tutto l'anno (meglio da aprile a ottobre). Insomma, un vero paradiso che si estende su una superficie di 4mila km quadrati, suddivisi tra 118 isole, raggruppate in cinque arcipelaghi: le Marchesi (a Nord), le isole della Società e le Tuamotu (al centro), le Australi (a Sud) e le Gambier (a Sud-est).
Per quanto vasto, questo arcipelago sembra minuscolo, così sperduto in mezzo al Pacifico. Basta osservare un mappamondo per convincersene. Il continente più vicino - l'Australia - è situato a 5.700 km di distanza, mentre l'Italia dista oltre 18mila km e circa 22 ore di volo.
Di questa zona, politicamente inquadrata come Territorio francese d'oltremare, le isole più conosciute sono Tahiti e Bora Bora, entrambe nell'arcipelago delle Società. La prima, con capitale Papeete, è la più vasta (più di mille km2) e la più popolosa (127mila abitanti). La Polinesia francese conta 245.405 abitanti, ma numerose isole ne contano solo qualche centinaia, se non decine, e circa quaranta sono addirittura disabitate.La popolazione di Tahiti e delle sue isole riunisce polinesiani (83%, con un 20% circa di "mezzosangue" o meticci), europei (12%, essenzialmente metropolitani) e cinesi (5%, comunità insediata alla fine del XIX secolo).
