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I PIU'CERCATI

7/7/2005

Estate, il divieto è servito

La mappa: dalla biancheria alle buche

A Pietrasanta, in Versilia i residenti non possono stendere la biancheria su terrazze e finestre; a Viareggio, è vietato circolare per strada in costume da bagno; Sulla spiaggia di Eraclea, in Veneto, invece è vietato fare buche nella sabbia. L’estate entra nel vivo e fioriscono i divieti a cui residenti e turisti devono sottostare per evitare sanzioni salate. Ecco il decalogo delle norme, più o meno curiose, in vigore nelle varie località.

Ad esempio a Viareggio, oltre all’ostracismo per le passeggiate in strada in costume da bagno (pena una multa da 25 a 500 euro), è proibito dormire o sdraiarsi lungo le vie, salire con i  piedi sulle panchine, bivaccare per le strade del centro ed esercitare mestieri girovaghi. I cavalli romani, invece, dallo scorso 27 giugno non possono tirare le “botticelle”, cioè le tipiche carrozze che portano a spasso per la capitale turisti e cittadini, senza indossare delle visitose mutandone rosse e grigie.

I divieti fioccano anche in riva al mare con una fitta selva di ordinanze che si aggiungono ai no “canonici” in vigore sulle spiagge, tra cui giocare a pallone, campeggiare, portare i cani e, per chi va in barca, andare in moto d'acqua, gommoni o barche troppo vicino alla riva (i limiti sono a meno di 50 metri dalle coste a picco sul mare, 200 metri per zone frequentate da bagnanti e 300 metri dalle spiagge adibite alla balneazione). Un'ordinanza comunale di Lignano, nota località balneare friulana, proibisce i rumori molesti durante il giorno, mentre concede tolleranza per la musica nei bar e nei locali pubblici di sera. I divieti più curiosi riguardano un tratto di spiaggia di Eraclea, in provincia di Venezia, dove non è consentito fare buche sulla sabbia, raccogliere conchiglie e portarle sotto l'ombrellone. Originale anche l'ordinanza di San Felice Circeo che vieta ai bagnanti degli stabilimenti lungo la costa di occupare con ombrelloni, sdraio, sgabelli, tende e soprattutto asciugamani da spiaggia, la battigia in una parte destinata esclusivamente al libero transito. Sulla spiaggia di Is Aruttas a Cabras, in provincia di Oristano, vige poi il divieto di portarsi a casa granelli di sabbia, sradicare piante e tagliare legna.

Veti e ordinanze infastidiscono cittadini e vacanzieri, tanto che Telefono Blu, nella campagna "Vietato vietare", ha compilato una classifica dei divieti meno tollerati. Il più fastidioso in assoluto è quello che impedisce l’accesso alle spiagge di notte: la presenza di coppie e l'illuminazione potrebbero diventare un deterrente sufficiente al verificarsi di fatti delinquenziali. Subito dopo seguono il divieto di portare in spiaggia animali e quello di vendita abusiva di merce sulla spiaggia. Al quarto posto, tra le cose che infastidiscono di più, c'è il divieto di passeggiare in costume, con gli zoccoli o a torso nudo. Così accade a Capri, a causa di un’ordinanza che vieta di andare con gli zoccoli in piazzetta.

I più festaioli impazziscono invece quando vengono a sapere di non poter tenere a volume alto la propria radio. Nella classifica seguono poi i divieti di accesso alla discoteca se non si è vestiti secondo certi crismi, quello di sorvolo aereo a bassa quota notturno, quello di balneazione in certi luoghi. All'ultimo posto, il divieto di esercizio balneare se nel proprio stabilimento non è stato realizzato l'abbattimento delle barriere architettoniche.