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19/7/2005

Vizi e virtù dei vacanzieri italici

Le tipologie: naturisti o fai da te

Anche la vacanza è fonte di stress. Sono centomila le cose che possono andare storte quando si è in viaggio: dalla perdita di oggetti di vitale importanza, come telefonini, chiavi e portafogli, code chilometriche in autostrada, coincidenze che saltano per colpa di ritardi di aerei e treni. E, si sa, ognuno reagisce al nervosismo in modo diverso. Uno studio realizzato dalla rivista Riza Psicosomatica, che ha indagato su abitudini, vizi e paure degli italiani alla vigilia dei grandi esodi estivi, propone una serie di tipologie di vacanzieri in cui ognuno di noi può riconoscersi, dall'abitudinario, al fai da te.

La reazione più classica per tenere a bada l'ansia che attanaglia 7 connazionali su 10, è la tendenza a  trasfromare il soggiorno estivo in un'organizzazione perfetta, con ritmi scanditi al minuto, itinerari e mete fissate con largo anticipo. Oppure si cerca di puntare sul sicuro, con mete conosciute e sperimentate, o ancora, si reagisce con ironia e si trasforma la disavventura in fonte di aneddoti.

Ecco le tipologie di vacanzieri secondo l'indagine di Riza Psicosomatica. I più numerosi sono gli abitudinari, (28%) quelli che d'estate "stessa spiaggia, stesso mare". Da anni scelgono sempre la stessa destinazione, sia essa Viareggio, la Sardegna o Sharm el Sheik, senza cambiare neanche le date di partenza e di ritorno, l'albergo o la posizione dell'ombrellone in spiaggia.

Seguono a ruota gli organizzati, (22%), che si affidano ai tour operator per programmare un soggiorno perfetto, studiano tutto del luogo che andranno a visitare e convincendosi di saperne più della gente del luogo. Grazie a internet e navigatori satellitari sempre connessi sfruttano partenze e ritorni sempre molto intelligenti.

Ci sono poi i villeggianti (16%), ovvero il popolo dei villaggi turistici. Talvolta famiglie con bambini, ma anche coppie mature che si concedono una o due settimane tra giochi, balli, animazioni e assalto al buffet. Salvo poi lamentarsi dell'indigestione fatta o perché i delfini promessi dai depliant turistici non si siano fatti vedere neanche da lontano.

I turisti fai da te, (17%) sono un po' snob rispetto agli altri e sempre un po' saccenti. Sono dei forzati della guida e della mappa topografica e i loro viaggi sono aperti a qualsiasi avventura. Hanno spesso l'abitudine, una volta tornati a casa, di travolgere amici e parenti con i racconti delle loro epopee e se c'è qualche disavventura, fa parte del divertimento. Malanni da viaggio, nottatacce in alberghi squallidi, fregature nei mercatini si trasformano in materiale irrinunciabile per racconti epici ed emozionanti. Ma che ne pensano gli altri?

Infine i naturisti, (12%), fanatici a oltranza di campeggi, camper, sacchi a pelo, e roulotte. Ma arrivati in camping finiscono per ricreare le abitudini della città, con orari, scadenze, rapporti di buon vicinato e pranzi da ballatoio. Se poi si chiede ai vacanzieri italiani cosa cercano e cosa si aspettano dal periodo trascorso fuori casa, uno su tre (32%) risponde con un eloquente "niente in particolare", il 21% dice relax e di dedizione a se stesso, il 18% ha innanzitutto voglia di divertimento e il 16% di un po' di sana trasgressione.