Milano - dal 21 ottobre 2009 al 28 febbraio 2010
Gabriele Basilico
SPAZIO OBERDAN - CINETECA
Gabriele Basilico Milano ritratti di fabbriche
Gabriele Basilico Mosca verticale.
Una doppia mostra che raccoglie due lavori del fotografo Gabriele Basilico (“Milano ritratti di fabbriche 1978-1980” e “Mosca verticale 2007-2008”), mettendo a confronto il noto e ormai storico primo progetto realizzato dall’autore fra 1978 e 1980 nel capoluogo lombardo, e il più recente sulla capitale russa, realizzato nel 2007-2008 su progetto scientifico di Umberto Zanetti.
“Milano ritratti di fabbriche 1978-1980” è un’ampia serie di immagini della periferia milanese che presenta una ricomposizione visiva di un paesaggio poco noto, marginale. Il lavoro è il risultato di una lunga indagine che assume l’architettura industriale come emblema dell’identità stessa della città. In mostra sono esposte 40 fotografie bianconero 60x90 cm.
“Mosca verticale 2007-2008” è un progetto che racconta la metamorfosi del paesaggio urbano, scegliendo un punto di vista d’eccezione come la sommità delle sette torri di epoca staliniana. Questi edifici, realizzati a cavallo tra la fine degli Anni ‘40 e gli inizi degli Anni ‘50, ancora oggi costituiscono un osservatorio privilegiato per un’immersione profonda nella città. In mostra, 15 fotografie formato 100x130 cm. (di cui 8 a colori e 7 in bianco e nero) e 20 fotografie a colori formato 80x100 cm.
Sebbene, a distanza di trent’anni, nei due lavori Gabriele Basilico adotti metodi di lettura diversi sia nella serie dei ritratti di fabbriche (approfondito e rigoroso lavoro in bianconero sulle aree industriali milanesi) sia nelle spettacolari fotografie a colori che raccontano il paesaggio urbano moscovita, è evidente la sua attenzione - anche per l’influenza avuta dagli studi di architettura - per la città intesa come corpo fisico in perenne “movimento” e come specchio degli aspetti sociali del nostro tempo

Gabriele Basilico è uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea e autore noto a livello internazionale per i suoi progetti sul paesaggio industriale e postindustriale in trasformazione realizzati con continuità a partire dagli Anni Ottanta. Tra i più celebri si ricordano
la campagna fotografica realizzata nel nord della Francia nel 1984-85 per la Mission Photographique de la DATAR e quella sulla città di Beirut nel 1991, alla fine di una lunga guerra civile.
Vive a Milano, dove è nato nel 1944, ma il suo incessante interesse per il paesaggio urbano lo ha portato spesso a lavorare fuori dai confini nazionali. Nel suo archivio sono conservate immagini di moltissime città (Barcellona, Madrid, Amburgo, Berlino, Buenos Aires, San Francisco, Istanbul, Parigi, Palermo, Roma, …) raccolte in pubblicazioni altrettanto numerose.
Oltre alle fotografie sono visibili in mostra una selezione di libri e alcuni materiali video (proiettati a ciclo continuo) sull’opera di Gabriele Basilico.
Sono in corso di programmazione due incontri con il pubblico.
“La mostra che lo Spazio Oberdan si accinge ad ospitare dimostra, ancora una volta, la naturale propensione all'eccellenza culturale. Gabriele Basilico è il fotografo italiano che forse è riuscito meglio, in oltre trent’anni di attività, a rappresentare le evoluzioni del paesaggio urbano. – sottolinea Novo Umberto Maerna, Vice-Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano - Il suo obiettivo disincantato e indagatore ci ha offerto un ritratto, spesso inedito, di grandi città d’ogni parte del mondo, compresa la sua, e nostra, Milano. Milano è città delle culture e dell'internazionalità, mai disgiunta da un'attenzione per la conoscenza della propria vicenda culturale, che consente di essere pienamente universali. E’ con orgoglio, pertanto, che ospitiamo questa sua personale presso la nostra sede espositiva".
La mostra si inserisce nel quadro delle celebrazioni del trentennale del Consolato Generale della Federazione Russa a Milano.
Con il contributo di: Comune di Milano, Consiglio Regionale della Lombardia, Fondazione “Centro per lo sviluppo dei rapporti Italia Russia”.
Con il Patrocinio di: Ministero della Cultura e Comunicazione della Repubblica Francese, Ambasciata d'Italia nella Federazione Russa, Istituto Italiano di Cultura di Mosca, Cité de l'Architecture Parigi, Triennale Milano, MUAR Museo Statale di Architettura di Mosca.
Con il sostegno di: Banco Popolare Gruppo Bancario, Credito Bergamasco Gruppo Banco Popolare, Eni, Valvitalia, Busi Impianti, Pavia e Ansaldo Studio Legale, Flexform, AP Studio, GiDi, I Guzzini Illuminazione, Ligthway, Unifor, Villa Bucci, Abitare, GR Group.
Documentano la mostra due cataloghi pubblicati da 24 ORE Motta Cultura – Gruppo 24 ORE, con marchio Federico Motta Editore:
Gabriele Basilico Milano ritratti di fabbriche, Milano 2009. Testi di Stefano Boeri e Roberta Valtorta. Graphic design: Maurizio Zanuso.
Gabriele Basilico Mosca verticale, Milano 2008. Testi di Gabriel Bauret, Christian Caujolle, Alessandro De Magistris, Umberto Zanetti. Graphic design: Maurizio Zanuso.
Intervento di Alexey Paramonov, Console Generale della Federazione Russa a Milano
A novembre 2009 il Consolato Generale della Federazione Russa a Milano festeggia i suoi 30 anni di regolare attività. Il periodo che va dalla fine degli anni ’70 ad oggi è sicuramente il periodo più intenso del funzionamento della Rappresentanza Consolare russa a Milano.
Secondo la Convenzione Consolare tra l’URSS e l’Italia, firmata nel 1963, il Consolato Generale dell’URSS fu riaperto il 6 novembre 1979 nel prestigioso quartiere di San Siro, nella villa dei famosi imprenditori italiani Alemagna, situata in via Sant’Aquilino, 3. Da allora la Rappresentanza Consolare della Federazione Russa nel nord Italia si trova presso questo indirizzo.
Negli anni 1979-2009 il Consolato Generale ha contribuito direttamente all’avvio di numerosi progetti economici bilaterali, allo sviluppo notevole degli scambi culturali e umanistici tra Russia e il nord Italia. Possiamo constatare l’intensificazione dei rapporti tra le regioni russe e la Lombardia, il Piemonte e altre regioni del nord Italia. Grazie al contributo del Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, le città gemellate di San Pietroburgo e Milano, nel 2008 hanno festeggiato 40 anni di rapporti bilaterali ancora oggi in via di sviluppo. A Milano svolgono la loro attività anche la Fondazione “Centro per lo sviluppo dei rapporti Italia-Russia” e la Camera di Commercio Italo-Russa.
In collaborazione con la Fondazione russa delle iniziative sociali e culturali si organizzano importanti progetti culturali di valore intergovernativo, come la “Serata Russa a Milano” e la “Missione culturale. San Pietroburgo-Venezia”, patrocinati dalla consorte del Presidente della Federazione Russa. Il Consolato Generale è uno dei fondatori del “Centro russo Borodina - Merano”, costituito nell’estate del 2009 con l’obiettivo di sviluppare l’attività della comunità russa nella provincia di Bolzano e rafforzare i rapporti tra Bolzano e la Russia in diversi ambiti.
La mostra dei lavori del grande fotografo italiano Gabriele Basilico, che si inaugura oggi, è un chiaro esempio di stretta collaborazione nell’ambito dei legami culturali tra Russia e Italia. La mostra raccoglie le opere maggiori di questo autore, tra cui una serie di fotografie scattate tra il 2007 e il 2008 in collaborazione con il Ministero degli affari Esteri della Federazione Russa e del Comune della città di Mosca, dal titolo “Mosca verticale”, e le sue prime fotografie famose con le vedute realistiche delle zone industriali di Milano degli anni ’70 del secolo scorso, che fanno parte della serie intitolata “Milano, ritratti di fabbriche”.
Vorrei sottolineare che questa mostra è strettamente connessa alla storia trentennale del Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, intrecciandosi proprio con quel periodo storico che va dalla fine degli anni ’70 del secolo scorso fino ai nostri giorni. Essa rappresenta un originale ponte non solo tra due epoche storiche, ma anche tra due culture, quella russa e quella italiana. La mostra di Basilico unisce con successo le immagini di due città significative, Mosca e Milano, e offre allo spettatore la possibilità unica di osservare stili e architetture a confronto e di essere testimone della crescita e del cambiamento di epoche storiche.
Da allora Milano è legata alla Russia da forti rapporti. Questa città simbolizza il centro della cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia. Inoltre, nel nord Italia è presente la più numerosa comunità russa. Sono convinto che tra i visitatori della mostra vi saranno molti esponenti di questa comunità, e che gli stessi sapranno apprezzare i lavori di Gabriele Basilico.
Il Consolato Generale ha contribuito attivamente alla realizzazione di questo progetto culturale a cui è stata data un’importanza particolare sin dal suo avvio. Insieme alla Regione Lombardia, la Provincia di Milano, il Comune di Milano, la Fondazione “Centro per lo sviluppo dei rapporti Italia-Russia” e lo Studio di architettura di Umberto Zanetti, siamo riusciti a realizzare questo progetto interessante che sicuramente riscuoterà grande successo tra i professionisti e i visitatori, amanti dell’architettura e interessati ai diversi stili e tendenze. Vorrei ringraziare tutte le organizzazioni, le aziende, le banche che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto.
Sono convinto che la Mostra darà una spinta allo sviluppo dei rapporti culturali tra Italia e Russia e rappresenterà un ulteriore passo verso l’arricchimento reciproco delle due grandi culture.
"Mosca. Trasformazioni urbane". Testo di Umberto Zanetti dal catalogo "Mosca verticale 2007-2008"
Mosca è la città dove si concentra il cambiamento di un intero Paese, dove tutto accade prima, più velocemente ed in maggiore quantità, dove valgono le regole di una città-stato e dove, per conseguenza, negli ultimi quindici anni si vive il forte impatto di queste grandissime e radicali trasformazioni con una ricaduta sul disegno della città tale da farla considerare oggi uno dei più straordinari laboratori urbani: un laboratorio dalla struttura, dalle ricerche e dagli esiti assai poco noti, specie se confrontato con l’abbondanza di informazioni che hanno accompagnato l’evoluzione delle città europee, americane e più recentemente quelle asiatiche o degli Emirati. Infatti, poche, pochissime, sono le immagini oggi conosciute di questo singolare percorso dall’URSS alla Nuova Russia che prende avvio dalla storia e dalla politica, attraversa l’economia, la società ed arriva a costruirsi in nuova architettura.
Irina Korobina, Direttore del Centro per l’Architettura Contemporanea di Mosca, nel suo libro “New Moscow 4 ” ne ricostruisce la storia dell’evoluzione urbana di passo in passo. A partire dall’esperienza post-rivoluzionaria (1918-fine Anni ’30), individua gli archi temporali fondamentali e successivi della città staliniana “capitale del proletariato mondiale” (tra il 1935 e il 1954) della “capitale della giustizia sociale” nell’epoca del socialismo maturo da Khrushev alla “stagnazione” brezhneviana (1955 fine Anni ’80), ed approda al racconto della quarta Mosca degli Anni ’90 ad oggi come modello di “capitale del XXI secolo” ma che, di slancio, già progetta l’impostazione della quinta, programmata dall’ultimo Piano Generale fino al 2020.
Si ha invece l’impressione che, almeno in architettura, Mosca e la Russia post-sovietica siano state sovente ed a lungo come saltate dalla attenzione dell’Occidente, per passare direttamente in Estremo Oriente.
Da quest’insieme di premesse e pensieri nasce il progetto “Mosca Verticale” che ha coinvolto un fotografo della città quale Gabriele Basilico per documentare queste metamorfosi del paesaggio urbano con un suo nuovo e più recente lavoro dove si è scelto come punto di vista originale e di eccezione - oltre che carico di significati - le sommità delle sette torri staliniane.

Ultimo aggiornamento ore 16:44
